sabato 5 ottobre 2019

Presentazione nuovo Piano di Studi + Lezione Gratuita


Presentazione nuovo Piano di Studi + Lezione Gratuita:

-Giovedì 10 ottobre 2019 dalle ore 18:00 alle 20:00

-Lunedì 14 ottobre 2019 dalle ore 09:00 alle 14:00


Cari ALLIEVI e INTERESSATI -ime,
ecco il CALENDARIO dei CORSI per il nuovo ANNO di STUDI 2019-2020.
Anche quest’anno l’Istituto IME vi offre la propria ricchezza di METODICHE NATUROPATICHE che elevano il concetto di “SALUTE” al “Saper COGLIERE la SAGGEZZA della NATURA”; a valorizzare la LUCE in ogni abisso; a fare il MEGLIO di ogni cosa; a moltiplicare le Piccole GIOIE, per una GRANDE LIBERAZIONE.
Da pianta vetusta infruttifera..., Giovane INNESTO producente.
Dal putrido letame…, CONCIME fertilizzante.
A Voi Buona SCELTA e Buon PERCORSO…
GIOIAeSALUTE…gI

CALENDARIO CORSI 2019-2020, pdf scaricabile:
http://www.naturopatia-ime.it/calendarioannuale.pdf

venerdì 4 ottobre 2019

Ecologia della Salute

 


dott. GIUSEPPE IMBRIANI

La medicina accademica ha fatto dei veri passi da gigante. È in grado di ricucire insieme parti minuscole; individua la malattia nella cellula, nei geni.
Ma nella premura di indagare minuziosamente “il ramo”, sembra talvolta abbia perso di vista “l’albero”, dimenticando altresì di essere “nel bosco”.
Così per “combattere” un squilibrio interviene in un sistema, dimenticando ancora che “la Natura cerca e trova sempre un suo equilibrio” e che “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”.
La Medicina Naturale, l’ottica naturopatica, invece considera l’uomo una unità globale, un ecosistema interconnesso a più grandi ecosistemi, un microcosmo in diretta relazione con il macrocosmo.
Partendo da tale presupposto essa indica i nessi esistenti tra comportamento, statica e disturbi organici e come nell’Ecosistema – Uomo ogni sistema interferisce con l’altro.

IL CORPO FISICO E L’ENERGIA VITALE
Anatomicamente e fisiologicamente il corpo umano è una coordinazione di svariate unità e sistemi.
Lo scheletro ci da sostegno e protezione ed insieme a muscoli e tendini, dona noi la possibilità di stare in piedi e di muoverci. Ma senza il lavoro di approvvigionamento (rifornimento e ritiro delle discariche) del sistema sanguigno e linfatico, i muscoli non potrebbero rendere questo servigio.
E questo, a sua volta, sarebbe inimmaginabile senza la guida del cervello, del sistema nervoso e del sistema ormonale. Agli alimenti e all’energia necessaria, provvede con impegno l’apparato digestivo e assimilatorio. I polmoni forniscono l’ossigeno, necessario presupposto dei processi di combustione metabolica. Le scorie sviluppatesi durante i meccanismi di scomposizione (catabolici), vengono quindi accuratamente entossicizzate dal fegato, per poi essere eliminate dai reni.
Ora qui non parliamo affatto di sistemi in se chiusi, ma di circuiti frammentari della stessa globalità.
L’intersecarsi dei vari sistemi con la sintesi delle varie capacità, si traducono in un individuo in grado di parlare, palpare, sentire, gustare, odorare, pensare, ideare, percepire ….
E queste capacità si muovono dall’espressione del solido – palpalbile, all’impalpabile, energetico.
Il pensiero è un esempio di energia invisibile, eppure reale.
Per la Medicina Naturale è la Forza Vitale quel qualcosa, quell’energia di fondo che induce e sostiene tutte le funzione organiche; un’energia invisibile, alito di vita; un’energia che abbraccia nello stesso tempo tutti i sistemi, penetra negli organi, nelle fibre, nei tessuti, nelle cellule, negli atomi, per portare così meravigliosamente VITA, ATTIVITA’ e GUIDA.

LA PATOGENESI DAL PUNTO DI VISTA NATUROPATICO
Dalla convinzione che metteva la Forza Vitale come prima protagonista, nasceva per il Naturopata la domanda:
Chi o cosa svia la Forza Vitale dal suo giusto funzionamento ??
È’ la Forza Vitale stessa a squilibrarsi? O sono i primi 3 grandi sistemi di espressione di questa forza:
- il sistema Psicoemotivo e comportamentale,
- il sistema strutturale e posturale o
- il sistema biologico e funzionale
a travisare per qualche motivo, l’effetto invariato di detta forza?!!

Il Naturopata cercò di dare risposta a questo quesito analizzando singolarmente i 3 grandi sistemi, scoprendone i punti comuni.

LA VOCE DELLA PSICHE
Qualche persona ha troppi pensieri e quindi “troppo peso sulle spalle”.
Qualcuno “si lascia andare” troppo presto, o “si atteggia come un pallone gonfiato”.
Quell’altra persona “ha avuto molto da masticare” un avvenimento è stato per lei “un pugno nello stomaco”, quella vicenda “gli è andata di traverso”.
Quell’individuo è “un peso sullo stomaco”, è proprio il caso di “vomitargli a dosso il nostro disprezzo”.
C’è colui che “si rode il fegato”, quello che “non può digerire” una data cosa o persona, o chi in
una situazione precaria ha “le gambe molli”, “le ginocchia di mollica”, chi “se la fa sotto” e chi
invece “ha fegato” per affrontarla.
… E chi più ne sa, più ne metta !!
I detti riportati delineano un’immagine statico – organica contemporaneamente ad una psichico – emozionale, dimostrando che il nostro inconscio è consapevole dei nessi esistenti tra corpo ed emozione, tra soma e psiche.
- La statica, la forma e la mimica corporea sono espressione viva di quello che ci “muove”, ci “com – muove” e di quello che muovendoci definisce il nostro carattere; esse sono il linguaggio inconscio del nostro corpo - .
l’espressione mimica, come situazione momentanea, può potare se ripetuta nel tempo, ad un graduale cambiamento della forma delle strutture corrispondenti al sostegno organico di quell’atteggiamento.
Se una persona, quindi continua ad essere di umore abbattuto, non ci possiamo meravigliare che prima o poi la sua spina dorsale si ricurvi.
La “PSICOFISIOGNOMICA”, come scienza antropologica, afferma che:
La forma corporea è espressione e risultato di un atteggiamento psicoemotivo cronicifizzato.
La Statica corporea ideale:
La statica del corpo è perfettamente coordinata nella tridimensionalità. Il corpo umano eretto trova così un rapporto tra davanti e dietro, destra e sinistra, sopra e sotto.
Un’asse va nella verticale dal punto più alto della testa, ai piedi, dopo aver attraversato tutto il corpo percorrendo la spina dorsale, il bacino e passando esattamente dal punto d’incontro delle ginocchia e delle caviglie.
Due assi vengono definite nell’orizzontale dalla linea delle spalline e da quella del bacino.
Ogni deflessione dalla statica ideale significa uno spostamento della disposizione della colonna vertebrale (da una semplice “sublussazione”, a scoliosi, lordosi e cifosi appiattite o accentuate), con la variazione strutturale della muscolatura competente; che da un lato è divenuta corta, ipertesa convulsiva e dall’altro lato allungata, atonica e inelastica.

DAL BLOCCO ARTICOLARE ALL’ INTASAMENTO DEI FLUSSI ORGANICI
Ecco il così detto “effetto del tubo di gomma”:
Pressando su un tubo di gomma sappiamo che in un primo momento aumenta la violenza del getto, intensificando la nostra pressione sul tubo è possibile poi bloccare il getto totalmente.
Ora lo stesso avviene nel nostro organismo, naturalmente semplificando un processo di per sé complesso.
Lo schiacciamento vertebrale e lo schiacciamento delle strutture muscolari ipertese possono bloccare i flussi sensibili e motorici dei nervi che fuoriescono dalla spina dorsale in quella determinata zona, bloccando il rifornimento dell’areale cutaneo, dei tessuti ad esso sottostanti e degli organi corrispondenti a quella fascia, a quel segmento.
Tutto va “a fiamma bassa”. I processi di approvvigionamento (rifornimento e trasporto delle discariche) vengono rallentati, gli organi, i tessuti, le cellule non si alimentano bene, si indeboliscono e si riempiono sempre più di detriti. L’intasamento produce ristagno, il ristagno sempre più intasamento; la parte si infiamma, duole; nascono patologie che a seconda del luogo di manifestazione, vengono chiamate artriti, artrosi, gastriti, coliti, bronchiti, flebiti, ecc..
Il biochemismo in ristagno favorisce l’insediamento microbico, nasce un’infezione.

È difficile determinare se è esistita prima la contrazione muscolare a causa della tensione emotiva, o vi è stato prima un disturbo organico o uno spostamento vertebrale di origine traumatica, per arrivare alla rispettiva tensione emotiva da malessere.
È difficile determinare se è nato prima l’uovo o la gallina.
Nel nostro caso dal momento emozionale, siamo passati alla postura e quindi alla biochimica corporea.

LA BIOCHIMICA NELL’ ORGANISMO UMANO
Nell’organismo ogni movimento o cambiamento, sia che si tratti di un ordine del sistema nervoso centrale verso una fibra muscolare, un areale cutaneo, un organo, sia che si tratti di una percezione sensoriale degli organi di tatto, o che si tratti di un movimento emozionale da mandare su al cervello; tutto avviene in una catena di reazioni elettrochimiche.
In un chemismo inquinato le informazioni di funzionamento vengono travisate, l’organo si ammala.
La terapia adeguata è qui lo sblocco dei flussi per aiutare l’organismo ad incrementare i meccanismi automatici di disintossicazione e di recupero.
Molto spesso però si preferiscono i farmaci chimici che, il più delle volte, tamponano il sintomo senza togliere la causa: “intasamento”. Il processo patologico è destinato a continuare, incrementando ulteriormente il meccanismo di intasamento progressivo.

Nella Medicina Naturale si definisce “Malattia”,
la reazione biologica, intelligente e necessaria del nostro organismo contro tossine squilibranti tendenti ad eliminare, neutralizzare veleni endogeni o exogeni (provenienti dall’esterno o dall’interno) infiltratisi nel nostro chemismo o perlomeno a compensare i danni da loro inflitti.
Il primo tentativo dell’organismo è, come dicevamo, quello di neutralizzare le tossine inquinanti, rielaborandole attraverso una serie di meccanismi, per poi poterli espellere senza ulteriori danni. In questo è determinante il lavoro del sistema immunitario: Timo, Milza, Nodi e Canali Linfatici, il sistema di “polizia” e “pulizia” organico, e l’attività disintossicante del fegato.
Se l’organismo non riesce ad eliminare tali veleni attraverso i canali fisiologici dei reni, intestini, polmoni, ghiandole sudorifere, mestruazioni ecc., cercherà per far questo altre vie, come per esempio la pelle o le mucose.
A seconda dell’aggressività della tossina, questo processo recherà dei danni, impropriamente chiamati malattia, che saranno però in ogni caso minori dei danni che risulterebbero dalla permanenza incontrollata della suddetta tossina nel corpo.
L’organismo nella sua intelligenza avvolge, incapsula, isola le tossine che non riesce a rielaborare o espellere, depositandole possibilmente lontano dal proprio chemismo, salvaguardando così il più a lungo possibile i centri vitali.
Ripostigli diventano dunque le parti più deboli e i punti più periferici, essendo questi luoghi di minore resistenza.
Si presenta a noi il quesito: Come si creano i punti deboli ?
Possono essere il risultato di una disposizione genetica !? O di un effetto tossico passato !?
Possono essere causati da un trauma!? O sono invece conseguenze di un atteggiamento posturale solidificato nel tempo!?

Già “tensione” porta “compressione”. Riecco il fenomeno del tubo di gomma.
Lo strozzamento subito da un’eventuale “e – mozione” ovvero da un “movimento” emozionale, con posture esprimenti Stress o Apatia, mette in moto un processo di intasamento dei tessuti interessati.

Senza poter intravedere con chiarezza cosa è causa e cosa conseguenza, troveremo qui delle situazioni patologiche multilaterali che si verificano parallelamente in più livelli dell’UNITA’ PSICOSOMATICA, dell’ECOSISTEMA – UOMO, aventi in comune la caratteristica di intasamento progressivo.
È anche qui un intrecciarsi di sistemi e ritmi, ed ognuno di essi influenza e viene influenzato dagli altri, in un circolo di cause ed effetti percorribili sia in senso di perversione patologica, che nella direzione opposta, lungo il percorso terapeutico della guarigione.

Ecco qualche esempio di malattie ricorrenti, per chiarire ulteriormente i concetti esposti; da notare è il manifestarsi contemporaneo di sintomi muscolo-articolari, organici e psicologici.
- Paziente accusa dolori alla schiena e alla gamba (lombosciatalgia), talvolta per riflesso dell’accentuata curvatura a doppia S anche dolori cervicali e mal di testa che peggiora spesso dopo mangiato; contemporaneamente con disturbi intestinali, meteorismo, stitichezza alternata a diarrea, addome gonfio e dolori colitici, in una persona iperpremurosa di far fronte alle proprie responsabilità.
- Oppure dolori cervicali con vertigini, nausea, stordimento in una persona debole, astenica, con timore di affrontare la quotidianità.
- Ed ancora: il malato d’asma ha attacchi asmatici, la forma del suo torace a “botte”, il respiro faticoso quasi mancate di espirazione, il diaframma, i muscoli intercostali e i muscoli collo – nuca ipertesi e una premura patologica di non mostrare le proprie debolezze.
- Oppure: dolori di schiena dorso lombari, disturbi gastrici, bruciori, acidità, stitichezza in una persona irascibile, molto disordinata nell’alimentazione con tendenza all’abuso di sostanze irritanti (nicotina, alcool, caffè, carne).
- Ed ancora: gambe pesanti, dolori di schiena nella zona renale e sacrale, spossatezza, forse obesità, in una persona sottomessa, depressa che beve poco o niente e consuma dolciumi e farinacei raffinati.
E così via … naturalmente questi sono solo degli esempi, le patologie esistenti sono così varie, tanto varia è la personalità dei singoli individui.

LA TERAPIA NATUROPATICA
Il Naturopata, dopo aver afferrato che è lo squilibrio dei 3 sistemi a deviare l’azione invariata della forza vitale innescando i vari meccanismi patologici, si propone di agire assecondando le esigenze naturali dell’organismo, il più possibile parallelamente in ognuno di essi per riequilibrare, sostenere, rinforzare e ripulire.
Per fare questo si avvale per esempio:

- della CHIROTERAPIA capace di riporre le articolazioni vertebrali interessate nella loro giusta posizione, rilassando nello stesso tempo i muscoli e i tessuti circostanti, sbloccando in questo modo l’intoppo dell’ “effetto del tubo di gomma” e dando perciò il presupposto di un funzionamento organico adeguato.

- delle BIOTERAPIE (FITOTERAPIA, OLIGOTERAPIA, ALIMENTAZIONE, ecc.), in grado di cambiare il biochemismo inquinato, disintossicando, sostenendo ed aiutando quindi l’organismo a liberarsi al più presto delle sostanze tossiche, che inducevano funzionamenti anomali.

- di un supporto psicoenergetico, indicando cautamente al paziente quale è il suo problema comportamentale da cui conseguono detti meccanismi patologici e gli offre rimedi (OMEOPATICI, SPAGIRICI, FLORITERAPICI, ecc.) capaci di indurre, qualora il paziente lo voglia, un “comportamento” organico più armonico, conseguente da una presa di coscienza del proprio stato e dalla voglia intrinseca di cambiarlo.

Ed il tutto con delle terapie dolci, atossiche, che non creino all’organismo già debole, ulteriori danni, ma che viceversa lo rafforzino, lo proteggano.

PSICHE, POSTURA e FUNZIONAMENTO ORGANICO
I tre grandi sistemi che sostengono il nostro essere “UOMO”.
Tutti e tre insieme sono mossi e sostenuti dalla stessa FORZA VITALE. Insieme bisogna curarli.

La MEDICINA NATURALE è allora molto di più che l’uso dell’erbetta priva di effetti collaterali.
NATUROTERAPIA significa curare la NATURA per la NATURA attraverso LA NATURA.

GIOIAeSALUTE...gI

lunedì 25 marzo 2019

La Primavera, stagione di Risveglio

 


Il sole di primavera annuncia con raggi promettenti il ritmico rinnovarsi della natura.
Alberi, prati e macchie si vestono dei toni verdi accentuati dal generoso sole della nostra terra di Puglia e presto arricchiti da intensi profumi e colori.

I canti d’amore degli uccellini propensi a nidificare sembrano un inno al risveglio, un richiamo alla vita.
E mentre la natura si scrolla di dosso il torpore invernale la casalinga si dedica alle pulizie primaverili. Apre solerte finestre, armadi e cassetti, toglie la polvere, arieggia gli ambienti, accogliendo la bella stagione. Niente e nessuno sembra voglia ignorare il lieto invito.
Anche l’organismo umano, parte integrante della Natura, in Primavera accelera le funzioni metaboliche per eliminare i grassi e le tossine accumulate nella stagione fredda, più sedentaria, preparandosi così ad una attività fisica più intensa.

I processi fisiologici di rinnovo organico sono fondamentali per la vita di ogni singola cellula. Una sorta di ripulita dei “ripostigli” per liberarsi di ciò che è di troppo, ne dipende d'altronde la loro buona funzionalità e quindi lo stato di salute globale della persona, prevenendo insidie patologiche gravi e meno gravi.
Depurare può significare inoltre prevenire le impurità cutanee, l’acne, la stanchezza e l’irritazione nervosa primaverile, o le tanto temute allergie stagionali; oltre a riuscire a presentarsi in estate più belli e più in forma, tonificati e sodi senza cellulite o grassi superflui.

Vivere la Natura vuol dire depurarsi
Aria, Acqua, Sole, Terra, per il nostro benessere.
La “pulizia” dell’Organismo è quindi analoga alle pulizie casalinghe.
Come per gli ambienti abitativi occorre “arieggiare” anche il nostro organismo.
Movimento dunque, ma non quello abituale di lavoro, bensì tranquille passeggiate all’aria aperta, lasciandosi inebriare dal benefico influsso dei profumi e dei colori. Con più ossigeno l’organismo potrà accelerare i processi di combustione “bruciando” ciò che è di troppo.
Di solito durante l’inverno si ha l’abitudine di bere poco, ora occorre recuperare, occorre “lavarsi dentro”. Ogni persona adulta dovrebbe bere circa 2 litri di acqua (o liquidi simili) al giorno, per mantenere efficienti i normali processi di eliminazione delle scorie risultanti dalla riduzione metabolica delle sostanze nutritive (= catabolismo).
La luce e il tepore del sole ha invece sul corpo un effetto
rassodante e tonificante, rende i tessuti compatti e attivi e infonde energia. Ed infine, dopo un inverno di impegni e di tensione, con l’elemento terra potremo “scaricare a massa”. Occuparsi del giardino o dei vasi sul balcone, stare a contatto diretto con la natura toccandola con mano o restando semplicemente sdraiati sui prati, è come inserire una “messa a terra” per i nervi.
Se a tutto ciò uniamo un’alimentazione ricca di vitamine e minerali con verdure e frutta di stagione - preferendo ai prodotti geneticamente modificati o comunque appiattiti ed omologati in aspetto e gusto, la qualità dei prodotti originali pugliesi - abbiamo fatto ciò che un organismo sano deve fare per rimanere tale e ci sentiremo sicuramente un po’ più vivi, un po’ più giovani.

PRIMAVERA TEMPO di ALLERGIE
La bellezza del vento primaverile ci porta al naso il profumo di fiori e anche eeccihhh !! i pollini. Per un gran numero di persone, grandi o piccini, la gioia della colorata e profumata primavera si trasforma così in un vero tormento.
Durante gli ultimi decenni, i soggetti sensibili ai vari allergeni sono andati aumentando.
Nei paesi industrializzati, accanto allo sviluppo dell’industria, dell’agricoltura, della scienza, della tecnologia e ad un migliore standard di vita, si è verificato anche un incremento nel numero di persone colpite da reazioni allergiche.
L’allergia è la reazione ad una sostanza specifica in un individuo che è ad essa sensibile.
Se si tratta di materiali solidi quali metalli, detersivi o cosmetici chimici che danno origine a dermatiti, si parla di allergie da contatto.
Se si tratta di materiali aerodispersi che danno origine a sintomi di allergia quando vengono a contatto con le mucose degli occhi e del tratto respiratorio di un soggetto, allora si parla di rinite allergica o febbre da fieno.
Il raffreddore da fieno stagionale, che è il più comune, si verifica in primavera ed estate come reazione al polline di diversi alberi, erbe e fiori.
Le riniti non stagionali sono invece scatenate da reazioni allergiche ad animali domestici, a polveri e a numerose altre sostanze, anche alimentari.
I sintomi abituali delle allergie sono: modificazioni della pelle (arrossamenti, eczemi, orticaria, pustole); disturbi digestivi; e in alcuni casi forti mal di testa, starnuti, respirazione affannosa, prurito al naso, lacrimazione e prurito agli occhi, ecc.
La gamma di reazioni allergiche causate da diversi allergeni è molto ampia e varia a seconda degli individui e degli allergeni sui quali si reagisce.
La reazione allergica si può instaurare quindi per qualsiasi sostanza: pollini, polveri, peli di animali, latte, grano, metalli, vernici o altri prodotti chimici, farmaci, ecc.; non esistono sostanze le quali non possono scatenare una reazione allergica.
Si tratta di una reazione esagerata del sistema immunitario, un atteggiamento di “troppa difesa”.
L’organismo venuto a contatto con l’allergene crede di trovarsi di fronte a una sostanza patogena necessariamente da combattere e costruisce contro questa sostanza anticorpi specifici ed aspecifici.
In seguito quando l’organismo viene a contatto con l’allergene esso risponde mandando a “difendersi” le immunoglobuline, reazione questa indispensabile in caso di malattie infettive, ma più che eccessiva nel caso degli Allergeni.

L’ALLERGIA tra MEDICINA e NATURA
Se la causa dell’Allergia è l’Allergene e l’ipersensibilità allo stesso, alla Medicina accademica, ufficiale, allopatica non rimane altro da fare che consigliare farmaci antistaminici e cortisonici nonché vaccini desensibilizzanti capaci, perlomeno in un primo momento, di mitigare la reazione allergica. “Combattere” porta già di per se feriti e morti, ma nel caso delle allergie serve ancora meno in quanto la reazione dell’organismo è già più violenta del necessario.
L’altro consiglio della medicina accademica consiste nell’isolamento del soggetto allergico al contatto con l’allergene.
“Globalizzazione” solo via cavo dunque, poi invece occorre “preservarsi” non solo dal contatto sessuale con il prossimo, già di fatto sempre più pericoloso, ma anche dal semplice contatto con il proprio ambiente naturale.
A tal proposito mi ritorna alla mente un cittadino allergico al polline che, in un proprio intervento in occasione di un congresso pubblico sull’allergia tenutasi l’anno scorso a Monteroni di Lecce, affermò che era necessario abbattere in un cortile scolastico monteronese tutti gli alberi “colpevoli” di scatenare allergie.
Qui il paradosso: la malattia della “civilizzazione” e dell’ ”inquinamento” ambientale induce qualcuno alla perversa conclusione di abbattere quel poco di ambiente naturale rimasto, proprio gli alberi capaci di depurare ciò che l’uomo inquina.
Ma anche volendo realizzare l’infausto presagio dei film di fantascientifico orrore, nei quali diviene necessario isolarsi dal proprio ambiente con tuta ermetica munita di maschera e filtro respiratorio, di fatto il soggetto sensibile ad una determinata sostanza, seguendo le indicazioni degli allergologi, è destinato a diventare sensibile ad una sempre più vasta gamma di sostanze, persino al materiale che lo isola o agli stessi farmaci, dimostrando l’impossibilità di isolarsi da tutto e da tutti.No, no, la soluzione è più semplice e molto più efficace e benefica sia per l’organismo umano che per l’ambiente.

IL CONCETTO del “VASO PIENO” e del “TERRENO FERTILE”
Per la Medicina Naturale il soggetto diventa “allergico” cioè “ipersensibile a stimoli semplici” quali quelli del polline, solo quando l’organismo ormai saturo di tossine non è più in grado di compensare il minimo impulso.
Il polline o quant’altro diventa quindi la classica goccia che fa traboccare il vaso.
A conseguenza di ciò la cura Naturopatica dell’allergia assume una caratteristica completamente differente da quella allopatica: non è più estremamente necessario individuare la sostanza sulla quale si reagisce allergici - se non per evitarla fino all’esito benefico della vera cura - , bensì è necessario “vuotare il vaso”, ripulirsi per ridare all’organismo la capacità di compensare.
Altro concetto fondamentale per la Medicina Naturale inerente la causa dell’instaurarsi delle Allergie è la “disbiosi”.
Si parla di disbiosi quando nell’organismo popolazioni microbiche (batteri e funghi) “nemiche” prendono il sopravvento su popolazioni amiche causando micosi, candidosi e disbatteriosi.
Tali popolazioni patogene si insediano su pelle e mucose e depositano lì le tossine del proprio metabolismo le quali conducono gradualmente alla deviazione di ogni funzione organica.
Ma la disbiosi a sua volta è possibile soltanto se l’organismo presenta il “terreno fertile” per il suo instaurarsi, ovvero il “vaso pieno”.
Per meglio intenderci: in Natura il fungo cresce su un terreno boschivo, ombroso, umido e acido;
se il terreno non presenta tali caratteristiche il fungo non cresce. In modo analogo nell’organismo umano il microbo non ha chance di moltiplicarsi se non vi sono o comunque gli si tolgono nel suo habitat le condizioni propizie per il suo proliferare, se quindi “si vuota il vaso”.
Scegliendo invece di sopprimere una reazione cutanea con farmaci antistaminici o cortisonici come la medicina accademica usa consigliare, non si fa altro che spostare la reazione dalla pelle alle mucose; cioè da una zona relativamente innocua, intelligentemente scelta dall’organismo per scaricare ciò che non riesce altrimenti a scaricare attraverso gli organi emuntori evidentemente mal funzionanti, ad una zona invece importante e pericolosa per il funzionamento organico.
I primi sintomi che dimostrano un interessamento delle mucose dell’apparato gastroenterico sono di carattere digestivo ed assimilatorio quali pancia gonfia, mal digestione, fiacchezza e debolezza, deconcentrazione; quelli dell’interessamento delle mucose dei cavi e delle vie respiratorie sono: naso chiuso persistente, filamenti di sangue ricorrenti soffiando il naso, abbassamento delle capacità olfattive e gustative, tossi persistenti e ricorrenti e così via a seconda delle mucose interessate.
Non esiste soggetto affetto di rinite o di asma allergica che non abbia avuto nel passato una reazione cutanea soppressa farmacologicamente.
Questa è una verità storica già denunciata circa 200 anni or sono dal Dottor Samuel Hanemann, l’ideatore dell’Omeopatia, che, seppur duole alla medicina accademica, dovrebbe finalmente far pensare la sanità pubblica odierna in quanto condanna il mal capitato a passare dal fastidio alla sofferenza vera e propria, mettendo in pericolo persino le sue attività vitali.
Per la Medicina Naturale l’Allergia non è una maledizione caduta dal cielo, bensì uno sviluppo lungo e tortuoso di saturazione tossica dei tessuti. Ogni applicazione farmacologica, se non indispensabile per mantenere le funzioni vitali nella fase acuta, è da evitare in quanto significa aggiungere veleni in un organismo già saturo di tossine ed indebolito dalla disbiosi.
Perlomeno sin dai tempi di Hanemann, ma già prima col concetto di “discrasia” ippocratiano e paracelsiano, la Medicina Naturale cerca di suggerire all’orecchio sordo della medicina ufficiale lo straordinario strumento terapeutico della “depurazione organica” che oggi insieme a quella ambientale costruirebbe per tutti un futuro più sano.

IL MIELE della PROPRIA TERRA per DESENSIBILIZZARE dal POLLINE
Pur rimanendo la depurazione organica la strada maestra, le possibilità di curare le Allergie con la Medicina Naturale sono numerose.
Desensibilizzare è anche possibile in modo naturale senza l’ausilio di vaccini di sintesi.
Per le Allergie ai pollini arrivati oramai al periodo critico, all’inizio della cura, è sicuramente opportuno cercare di evitare l’allergene: i campi e gli alberi in fiore.
Per questo tipo di allergia risulta molto proficuo l’utilizzo del semplice miele mischiato con un poco di cera d’api, che sia prodotto da un apicultore della zona in cui vive il soggetto allergico che ne voglia fare uso.
Tale azione scaturisce dal fatto che il miele è polline elaborato dagli enzimi dell’ape ed è proprio per questa sorta di predigestione che, se lo si inizia ad usare prima del periodo critico e poi per tutto l’anno, l’organismo ha il tempo occorrente per desensibilizzarsi.
Ma anche nella fase acuta il miele riesce il più delle volte ad alleviare la sofferenza.
Lo stesso risultato può essere raggiunto in via preventiva con l’assunzione di piccole dosi di polline.
IL NATUROPATA CONSIGLIA
Per le allergie al polline sia in via preventiva che durante l’attacco:
dalla Nutriterapia
- miele del luogo con circa il 3% di cera d’api, 2-3 cucchiaini al giorno per tutto l’anno
- polline, possibilmente del luogo - non nella fase acuta - mezzo cucchiaino al giorno per tutto l’anno.
dalla fitoterapia erboristica
- Ribes nero: gemme, olio dei semi o tintura madre.
- Elicriso: tintura madre.
- Piantaggine: tintura madre.
- Perilla frutescenz: tintura madre.
- Echinacea: estratto di pianta fresca o tintura madre.

dall’Oligoterapia
- Manganese.
- Cuprum (Rame).

dall’Omeopatia
- Apis Mellifica.
- Rhus toxicodendron.

Ma ricordare che appena finito il periodo critico bisogna depurare, depurare, depurare.
La vera ed unica cura delle Allergie. I risultati saranno ottimi, provare per credere !

domenica 3 marzo 2019

La Maschera di Carnevale per sostituire la Maschera della Quotidianità




La Maschera di Carnevale per sostituire la Maschera della Quotidianità

dott. GIUSEPPE IMBRIANI

Con la Candelora del 2 Febbraio si entra nel periodo del Carnevale, tempo di spasso e di baldoria, festività di tradizione più o meno sentita nelle varie località pugliesi e comunque sempre attesa specialmente dai più giovani.
Il riferimento etimologico originale è al giorno precedente la quaresima in cui cessava l’uso della carne (carne-levare).

Un vero e proprio rito di purificazione proveniente dai “Saturnali” (riti propiziatori antichi per allontanare i demoni dall’animo umano) che con la scena culminante del “funerale di Carnevale” esorcizza l’influenza negativa di mali e tristezze dell’anno passato nel nuovo anno.

Attorno al personaggio centrale del “Carnevale” ogni singola cultura ha avvicinato maschere locali creando uno spettacolo folcloristico di grande portata.
Un’occasione per fuggire dalla routine quotidiana, dalla serietà del ruolo sociale assunto, con banchetti, cene e tanta allegria.

A Carnevale tutto è lecito che diventi allegria, senza incorrere nel giudizio e nelle critiche altrui.

A cancellare gli ultimi spiragli di inibizione e utile la maschera, in grado di nascondere la propria identità di persona seria e composta, per lasciare spazio alla parte spesso repressa della propria personalità, quasi volesse essere una sorta di valvola di scarico, utile da attivare di tanto in tanto per non scoppiare.

Indossare la maschera di Carnevale per togliere quella virtuale giornaliera, convenzionale, formale che la quotidianità ci impone; è questa quindi l’essenza del Carnevale.
Ma il superamento delle inibizioni sfocia di sovente nell’estremo opposto dell’esagerazione e nella promiscuità; così che diventano facili occasioni le scorpacciate, le sbornie, le notti insonni e adulteri.

Il Carnevale è altresì il periodo delle burle, un’occasione per concedersi qualche soddisfazione al di là del sempre concesso; il “burlato” dovrà per lo meno far finta di non prendersela perché si sa:
a Carnevale ogni scherzo vale”.


CAULATA di CARNEVALE
In una pentola di coccio far saltare in olio d’oliva cipolla e alloro, del grano (e/o altri cereali anche precotti) a chicco intero.
Aggiungere poca acqua, pepe e sale. Quando i cereali si sono quasi del tutto ammorbiditi aggiungere cavoli bianchi e neri (mugnuli) precedentemente lavati e puliti, cuocere per altri 15-20 minuti e il piatto è pronto.

FUCAZZA di CARNEVALE

Prendete della pasta lievitata e stemperata con 3-4 cucchiai di olio d’oliva.
Con la metà della pasta preparare una sfoglia con il matterello per foderarne una teglia unta di olio.
Riempire con orzo o grano (tritato, cotto e saltato nell’olio con cipolla e pezzetti di olive nere), cubetti di mozzarella, pecorino grattugiato e pomodori d’inverno.
Ricoprire per bene con la restante pasta, lasciare lievitare per un’ora in un posto tiepido e cuocere nel forno a 180° per un’ora ancora e buon appetito.

IL NATUROPATA CONSIGLIA

Per meglio affrontare iperattività e notti insonni, dalla fitoterapia erboristica:

- estratti monopreparati o composti di Damiana, Guaranà (sostituisce egregiamente il caffè), Pappa reale e Ginseng.

- Tisana tonica: Angelica, Calamo, Imperatorie Urtica, Verbena, Zingiber e Rosmarino; in parti uguali, in infusione per 7-8 minuti, 2-3 tazze al giorno.

- The verde, in sostituzione del the nero o del caffè; in vendita nelle erboristerie.

Per togliere la “maschera” della quotidianità e inibizioni, dalla floriterapia del Dott. Bach:

- Agrimony e Cherry Plum 4 volte al giorno 4 + 4 gocce, in vendita nelle erboristerie.

Per porre rimedio agli eccessi di consumo di irritanti, dall’omeopatia:

- Nux vomica CH 30 (1 dose: 3 granuli), se necessario da ripetere 2 – 3 volte nell’arco di 1 – 2 ore; è utilissimo preso alla sera dopo una sbornia o/e un qualsiasi eccesso per evitare reazioni spiacevoli al mattino;
in vendita nelle farmacie omeopatiche.

Giù la “MASCHERA” con l’AGRIMONIA
Agrimony (Agrimonia eupatoria)
È il rimedio floriterapico del Dott. Bach, adatto a persone sensibili e irrequiete, avvilite dalle preoccupazioni.

In società si mostrano ottimi compagni pieni di gentilezza, cortesia e sorrisi, pronti a concedere di tutto pur di evitare conflitti; virtù queste spesso scambiate per ottimismo e tolleranza, che risultano invece essere una maschera per nascondere la paura di non essere accettati e di restare soli. Alla fine della giornata, anche se la maschera ha loro concesso bene o male la possibilità di “andare avanti”, l’anima non trova pace e richiede l’uso di stimolanti quali alcol e droghe (nicotina, caffè, ecc.), con l’effetto di aumentare il loro stato depressivo.
L’essenza di agrimonia dona la capacità di essere sinceri con se stessi e con gli altri, attraverso la consapevolezza che dove c’è luce dovrà esserci pure ombra.

Pensieri guida di Agrimony:
“la sincerità rafforza l’amicizia e rende
più soddisfacente ogni rapporto interpersonale”

Senza INIBIZIONI con la PRUGNA SELVATICA
Cherry Plum (Prunus cerasifera = Mirabolano o Susino Asiatico) è il rimedio floriterapico del Dott. Bach adatto a persone in una situazione emotiva estrema.

Una bomba che può esplodere da un momento all’altro.
Il soggetto ha paura di perdere la ragione in quanto consapevole dell’accumulo di una energia distruttiva che se esplode diventa incontrollabile, risultante dal controllo eccessivo dei propri desideri.
È’ meticoloso e formale per una o per l’altra piccolezza, cercando di ordinare fuori ciò che non sa ordinare nel suo stato d’animo.
Ira, angoscia, allucinazioni, fissazioni, paura di impazzire fanno parte del quadro sintomatico.

L’essenza di Cherry Plum dona forza d’animo e spontaneità, integrando nella vita reale le proprie esperienze e convinzioni d’animo.

Pensieri guida di Cherry Plum:
“sono pronto a liberarmi dei vecchi modelli del mio comportamento”
“l’eco della mia voce interiore diviene per me sempre più percettibile”

Il RIMEDIO dopo-SBORNIA
Nux Vomica (strychnos nux vomica) è un rimedio omeopatico adatto a persone irascibili e super occupate, abituate all’abuso di stimolanti, incapaci di sopportare di essere contraddette, con attività sedentaria da un lato e vita frenetica di città dall’altro.

Tutto è contratto specialmente al mattino con dolore di testa, nausea e dolori di stomaco.

Il rimedio è adatto anche a tutti coloro che saltuariamente si trovano in situazioni che rispecchiano un tale stato, cioè conseguenti da un abuso casuale di stimolanti o da un qualsiasi altro eccesso:
- dolore di testa da sbornia, da abuso di nicotina, caffè e atre droghe;
- indigestione per aver mangiato troppo o troppo in fretta, per abuso di carni, dolciumi e/o spezie;
- mal digestione per subintossicazione acuta con cibi semiavariati;
- irritazioni nervose per carenza di sonno;
- raucedine dei fumatori.
BUON DIVERTIMENTO

venerdì 21 settembre 2018

La PsicoFisioGnomica, tra Spirito e Corpo.

La PsicoFisioGnomica, tra Spirito e Corpo.

Molte Culture e Religioni antiche di secoli e millenni hanno riferito allo Spirito le virtù del corpo.
Lo Spirito dà forma e senso al corpo e non come locuzione virtuale, ma come reale "condensazione" materiale dello Spirito Vivente, come emanazione immanente del Divino trascendente.

La Psicofisiognomica nasce come osservazione antropologica sistematica con CASPAR LAVATER nella seconda metà del diciottesimo secolo, seguita da una valutazione più scientifica da CARL HUTER nella seconda metà del diciannovesimo.

"L'energia forma la forma", questo è uno dei postulati primari della Psicofisiognomica, per cui essa individua in ogni forma, sia mimica che strutturale, la confluenza di determinate energie, centripedali e centrifugali, in riferimento al soggetto e al suo "perimetro", nei suoi vari strati macro- e microscopici.

L'energia spirituale (centripedale) incontra l'energia del soggetto (centrifugale) determinando una qualità specifica di forma, sempre e comunque da rapportare al modello precostituito "genere umano", nonché al modello precostituito "personale"; costruendo così la specificità dell'individuo.
Ogni areale corporeo acquista perciò un suo valore significativo psicoenergetico di base, per la graduale e sempre più differenziata manifestazione dello stesso Spirito Vivente.

A tale valore e significato potenziale, psicoenergetico di ogni singolo areale corporeo, si associa, nell'ambito delle esperienze della nostra esistenza, l'energia emozionale più affine, ora come dinamica espressione di vitalità, di amore, di gioia; ora come espressione di sottomissione, di rancore, di tristezza, o di quant'altro affligge l'animo umano.
L'uno è ambrosia, l'altro è veleno per muscoli, giunture, nervi, organi e per tutta l'Esistenza unica personale, chiamata individuo.

Il corpo, da corpo fisico diventa "Corpo Psicoemozionale"


Esempio di determinazione grafica di uno stato d'animo con pochi segni. Dalla figura è inequivocabilmente visibile come il cambiamento di un solo segno possa già indicare uno stato d'animo differente.

Considerando i concetti fondamentali:
- la mimica è la forma di un atteggiamento psicologico e posturale momentaneo,
- la forma un atteggiamento uguale, costante e continuo.

Per lo studio dei singoli areali, la Psicofisiognomica individua alcune divisioni idonee a semplificarne l'analisi generale, per poi differenziarsi sempre più nei dettagli.

1) La prima analisi del "Corpo Psicoemozionale" relaziona:
- Le ossa alle convinzioni.
- I muscoli e tutti i tessuti molli ai pensieri.
- I liquidi corporei alle emozioni.

2) La seconda analisi divide il sistema Corpo Psicoemozionale in 5 gruppi, che qui chiamo Divisioni:

a) Prima Divisioneavanti ↔ dietro:
sul piano sagittale, sulla linea mediana ovvero sulla linea di intersezione tra lo stesso piano sagittale e quello frontale dove:

• la parte anteriore: indica ciò che il soggetto ha davanti, come egli affronta la vita e le situazioni, come egli vede il proprio futuro, come si muove e si pone rispetto agli altri, nonché il grado di apertura rispetto al mondo che lo circonda.
Essa è la parte più intima e ha riferimento alla madre;
• la parte posteriore: .... si rifà a ciò che è stato vissuto e a ciò che quindi abbiamo lasciato nel passato, ci siamo lasciati alle spalle; indica come l'individuo ha vissuto e quanto nel presente pesano quelle esperienze, ovvero come vive il peso delle situazioni e degli intenti non elaborati.
Indica altresì il grado di chiusura del soggetto. Essa è la parte più corazzata del personale ed ha riferimento al padre.

b) Seconda Divisionedestra ↔ sinistra: sul piano frontale sempre all'altezza della linea mediana:
• dove la destra: è la parte Yang, la parte razionale, ed ha riferimento al maschio (all'uomo) al sole, all'azione;
• la sinistra: è la parte Yin, la parte emozionale, energetica, più accogliente, più adattabile, più passiva, ha riferimento alla femmina (alla donna), alla luna, all'intuizione.

c) Terza DivisioneTronco ↔ Arti:
• dove il tronco: rappresenta il personale, privato, intimo.
• gli arti: rappresentano, come una sorta di tentacoli, l'emanazione del personale nel collettivo:
- gli arti superiori: per la capacità di tastare ciò che ci sta intorno e per maneggiare o anche manipolare cose, eventi e persone.
- gli arti inferiori: per la fermezza, la stabilità di posizione del soggetto, la capacità di reggersi sulle proprie convinzioni e di andare avanti per affrontare il futuro.

d) Quarta DivisioneTesta ↔ Corpo:
• dove la testa: rappresenta il mentale, l'idea, il pensiero, la guida;
• il corpo: la realizzazione concreta di quanto proviene dalla testa.

e) Quinta DivisioneSopra ↔ Sotto: tagliando virtualmente, l'unità del Corpo Psicoemozionale con un piano orizzontale all'altezzadel diaframma dove:
• sopra agiscono e fluiscono evolvendo in direzione craniale e involvendo in direzione caudale le energie più sottili quali: il sentimento, l'intellettualità, la moralità, la spiritualità.
Ha riferimento psicologico sulla "coltivazione" del proprio essere personale, sull'acculturamento, sul pensiero elaborato sull'elevazione intellettuale e spirituale;
• sotto agiscono e fluiscono evolvendo in direzione caudale e involvendo in direzione craniale le energie sostanziali, ossia di nutrimento, di emozione, di procreazione, di bisogni essenziali, di forza bruta e primordiale.
Ha riferimento psicologico sull'organico, sulla presa di posizione, sulla radicatezza, sul terreno, sul concreto, sul razionale.

3) La terza analisi divide il sistema in 3 caratteri, chiamati Naturali: naturale alimentare, naturale sensibile, naturale di movimento.
il naturale alimentare sarà rotondeggiante nella sua forma, colmo, magari rigonfio di liquidi e di carne. Ha troppi pensieri (carne), poco elaborati ("troppa carne a cuocere"), molte emozioni cumulate e non vissute (liquidi in ristagno). Carattere tendente al passivo, lento sia nell'agire che nel suo metabolismo, ma anche accomodante, accogliente. . Fa pensare alla "mammona"- nutrice, che partecipa di tutte le vicissitudini dei propri cari, e nulla fa mancare ai propri figli. Vive del passato.
Il naturale sensibile avrà aspetto delicato con lineamenti fini, dolci e lisci, quasi assenza di rughe. Equilibrato nella struttura tra massa ossea e massa carnosa, senza rigonfiamenti e senza spigoli. È una persona sensibile al proprio mondo interiore ed esteriore, non è in grado di trattenere il vissuto in pensieri (carne) o emozioni (liquidi). I movimenti sono ponderati e ritmici.
La sensibilità esasperata può manifestarsi in ipersensibilità magari con allergia o con nervosismo e tensione. Vive del presente.
Il naturale di movimento sarà di aspetto muscoloso, agile, teso, con viso e corpo squadrato e spigoloso. Avrà lineamenti marcati con molte rughe di espressione. Carattere determinato, proiettato verso un traguardo, verso un fine. Tutto il suo corpo esprime attività, dinamismo. Il suo metabolismo tende a consumare. Stress, iperattività e iperfunzione, sopraggiungeranno se esaspera le sue qualità. Vive del futuro.
Ovviamente sono più che rari i naturali puri, per cui più naturali possono coesistere in una stessa personalità, differenziata appunto, dal prevalere di uno sull'altro.
Tale prevalenza soggettiva, determinando una individualità irripetibile nella molteplicità dei caratteri, può essere ulteriormente analizzata rispetto all'armonia delle proporzioni.
Può esserci quindi un naturale armonico o un naturale disarmonico, a seconda delle proporzioni delle singole parti di un areale (per esempio le singole parti del naso oppure il naso o/e gli occhi, con la bocca) o di più grandi areali fra loro (per esempio le gambe con il torso); senza ovviamente dimenticare che si tratta sempre e comunque di una personale valutazione, più o meno oggettivabile.
Maestri e Mastri di pittura, scultura e architettura hanno affermato che quanto più le proporzioni del corpo o dell'oggetto si orientano alla "Sezione Aurea"o "Divina Proporzione", tanto più la forma emanerà armonia, stabilità e bellezza.

Nell'analisi Psicofisiognomica differenziata del più piccolo areale, tali informazioni si incontrano per cercare di dare una definizione analitica, più particolareggiata ed esatta possibile.
Con la premessa rimarcata che l'osservazione è sempre solo opinabile, per mezzo della Psicofisiognomica, l'esperto potrà avere dei riferimenti utili che aggiungerà ad elementi dettati da altri metodi di indagine, oppure eventualmente dalla diagnosi scientifica; nel tentativo di comprensione più completa, globale del disturbo, con conseguente migliore risultato dell'atto curativo.
Per una analisi Psicofisiognomica plausibile, ogni segno è da inserire nel quadro del soggetto esaminato; significativo non è tanto il singolo segno, bensì il rapporto tra i vari segni.
Una siffatta analisi, seppur notevolmente indicativa della personalità, non può e non deve essere considerata assoluta, ma potrà essere usata come linea guida nell'intento di migliorare la comprensione della persona e delle sue necessità.

Una volta individuata la personalità base, la Psicofisiognomica ci permette di perfezionare la nostra indagine dando valore psicoemozionale alle carenze, agli eccessi, ai disturbi fisiologici, ai criteri di statica e di postura e alle singole patologieorganiche o strutturali.
È così che nell'approccio NATUROPATICO diagnostico e terapeutico, sia manuale che di somministrazione, la funzione si combina indissolubilmente alla psicoemotività ed essa all'energia, al mentale che dirige e guida.
Quel "mentale" che non è da confinare nel sistema nervoso, ma è invece artefice dell'attività individuale di ogni singola cellula, di ogni singolo tessuto, di ogni organo, di ogni unità sistematica, e altresì denominatore comune dell'intero "sistema persona".

Qualsivoglia azione curativa meccanica, seppur altrimenti efficace, non potrà avere valore completo, non potrà essere duratura se non trascende dal corporeo per approdare alla sfera Psicoemozionale e da essa alla Spirituale.

Per il NATUROPATA ogni azione grezza dovrà essere accompagnata o seguita da una sottile.
- L'Osteopatia e la Chiropratica meccanica diventa così: PsicoArtroDinamica;
- l'Azione Manuale Rilassante: Percezione;
- il Massaggio Riflessoggeno o Zonale: Sensibilizzazione;
- ogni Cura: Consapevolezza.

Tratto dal libro "NATUROPATIA Scienza e Trascendenza" di giuseppeImbriani