lunedì 25 marzo 2019

La Primavera, stagione di Risveglio

 


Il sole di primavera annuncia con raggi promettenti il ritmico rinnovarsi della natura.
Alberi, prati e macchie si vestono dei toni verdi accentuati dal generoso sole della nostra terra di Puglia e presto arricchiti da intensi profumi e colori.

I canti d’amore degli uccellini propensi a nidificare sembrano un inno al risveglio, un richiamo alla vita.
E mentre la natura si scrolla di dosso il torpore invernale la casalinga si dedica alle pulizie primaverili. Apre solerte finestre, armadi e cassetti, toglie la polvere, arieggia gli ambienti, accogliendo la bella stagione. Niente e nessuno sembra voglia ignorare il lieto invito.
Anche l’organismo umano, parte integrante della Natura, in Primavera accelera le funzioni metaboliche per eliminare i grassi e le tossine accumulate nella stagione fredda, più sedentaria, preparandosi così ad una attività fisica più intensa.

I processi fisiologici di rinnovo organico sono fondamentali per la vita di ogni singola cellula. Una sorta di ripulita dei “ripostigli” per liberarsi di ciò che è di troppo, ne dipende d'altronde la loro buona funzionalità e quindi lo stato di salute globale della persona, prevenendo insidie patologiche gravi e meno gravi.
Depurare può significare inoltre prevenire le impurità cutanee, l’acne, la stanchezza e l’irritazione nervosa primaverile, o le tanto temute allergie stagionali; oltre a riuscire a presentarsi in estate più belli e più in forma, tonificati e sodi senza cellulite o grassi superflui.

Vivere la Natura vuol dire depurarsi
Aria, Acqua, Sole, Terra, per il nostro benessere.
La “pulizia” dell’Organismo è quindi analoga alle pulizie casalinghe.
Come per gli ambienti abitativi occorre “arieggiare” anche il nostro organismo.
Movimento dunque, ma non quello abituale di lavoro, bensì tranquille passeggiate all’aria aperta, lasciandosi inebriare dal benefico influsso dei profumi e dei colori. Con più ossigeno l’organismo potrà accelerare i processi di combustione “bruciando” ciò che è di troppo.
Di solito durante l’inverno si ha l’abitudine di bere poco, ora occorre recuperare, occorre “lavarsi dentro”. Ogni persona adulta dovrebbe bere circa 2 litri di acqua (o liquidi simili) al giorno, per mantenere efficienti i normali processi di eliminazione delle scorie risultanti dalla riduzione metabolica delle sostanze nutritive (= catabolismo).
La luce e il tepore del sole ha invece sul corpo un effetto
rassodante e tonificante, rende i tessuti compatti e attivi e infonde energia. Ed infine, dopo un inverno di impegni e di tensione, con l’elemento terra potremo “scaricare a massa”. Occuparsi del giardino o dei vasi sul balcone, stare a contatto diretto con la natura toccandola con mano o restando semplicemente sdraiati sui prati, è come inserire una “messa a terra” per i nervi.
Se a tutto ciò uniamo un’alimentazione ricca di vitamine e minerali con verdure e frutta di stagione - preferendo ai prodotti geneticamente modificati o comunque appiattiti ed omologati in aspetto e gusto, la qualità dei prodotti originali pugliesi - abbiamo fatto ciò che un organismo sano deve fare per rimanere tale e ci sentiremo sicuramente un po’ più vivi, un po’ più giovani.

PRIMAVERA TEMPO di ALLERGIE
La bellezza del vento primaverile ci porta al naso il profumo di fiori e anche eeccihhh !! i pollini. Per un gran numero di persone, grandi o piccini, la gioia della colorata e profumata primavera si trasforma così in un vero tormento.
Durante gli ultimi decenni, i soggetti sensibili ai vari allergeni sono andati aumentando.
Nei paesi industrializzati, accanto allo sviluppo dell’industria, dell’agricoltura, della scienza, della tecnologia e ad un migliore standard di vita, si è verificato anche un incremento nel numero di persone colpite da reazioni allergiche.
L’allergia è la reazione ad una sostanza specifica in un individuo che è ad essa sensibile.
Se si tratta di materiali solidi quali metalli, detersivi o cosmetici chimici che danno origine a dermatiti, si parla di allergie da contatto.
Se si tratta di materiali aerodispersi che danno origine a sintomi di allergia quando vengono a contatto con le mucose degli occhi e del tratto respiratorio di un soggetto, allora si parla di rinite allergica o febbre da fieno.
Il raffreddore da fieno stagionale, che è il più comune, si verifica in primavera ed estate come reazione al polline di diversi alberi, erbe e fiori.
Le riniti non stagionali sono invece scatenate da reazioni allergiche ad animali domestici, a polveri e a numerose altre sostanze, anche alimentari.
I sintomi abituali delle allergie sono: modificazioni della pelle (arrossamenti, eczemi, orticaria, pustole); disturbi digestivi; e in alcuni casi forti mal di testa, starnuti, respirazione affannosa, prurito al naso, lacrimazione e prurito agli occhi, ecc.
La gamma di reazioni allergiche causate da diversi allergeni è molto ampia e varia a seconda degli individui e degli allergeni sui quali si reagisce.
La reazione allergica si può instaurare quindi per qualsiasi sostanza: pollini, polveri, peli di animali, latte, grano, metalli, vernici o altri prodotti chimici, farmaci, ecc.; non esistono sostanze le quali non possono scatenare una reazione allergica.
Si tratta di una reazione esagerata del sistema immunitario, un atteggiamento di “troppa difesa”.
L’organismo venuto a contatto con l’allergene crede di trovarsi di fronte a una sostanza patogena necessariamente da combattere e costruisce contro questa sostanza anticorpi specifici ed aspecifici.
In seguito quando l’organismo viene a contatto con l’allergene esso risponde mandando a “difendersi” le immunoglobuline, reazione questa indispensabile in caso di malattie infettive, ma più che eccessiva nel caso degli Allergeni.

L’ALLERGIA tra MEDICINA e NATURA
Se la causa dell’Allergia è l’Allergene e l’ipersensibilità allo stesso, alla Medicina accademica, ufficiale, allopatica non rimane altro da fare che consigliare farmaci antistaminici e cortisonici nonché vaccini desensibilizzanti capaci, perlomeno in un primo momento, di mitigare la reazione allergica. “Combattere” porta già di per se feriti e morti, ma nel caso delle allergie serve ancora meno in quanto la reazione dell’organismo è già più violenta del necessario.
L’altro consiglio della medicina accademica consiste nell’isolamento del soggetto allergico al contatto con l’allergene.
“Globalizzazione” solo via cavo dunque, poi invece occorre “preservarsi” non solo dal contatto sessuale con il prossimo, già di fatto sempre più pericoloso, ma anche dal semplice contatto con il proprio ambiente naturale.
A tal proposito mi ritorna alla mente un cittadino allergico al polline che, in un proprio intervento in occasione di un congresso pubblico sull’allergia tenutasi l’anno scorso a Monteroni di Lecce, affermò che era necessario abbattere in un cortile scolastico monteronese tutti gli alberi “colpevoli” di scatenare allergie.
Qui il paradosso: la malattia della “civilizzazione” e dell’ ”inquinamento” ambientale induce qualcuno alla perversa conclusione di abbattere quel poco di ambiente naturale rimasto, proprio gli alberi capaci di depurare ciò che l’uomo inquina.
Ma anche volendo realizzare l’infausto presagio dei film di fantascientifico orrore, nei quali diviene necessario isolarsi dal proprio ambiente con tuta ermetica munita di maschera e filtro respiratorio, di fatto il soggetto sensibile ad una determinata sostanza, seguendo le indicazioni degli allergologi, è destinato a diventare sensibile ad una sempre più vasta gamma di sostanze, persino al materiale che lo isola o agli stessi farmaci, dimostrando l’impossibilità di isolarsi da tutto e da tutti.No, no, la soluzione è più semplice e molto più efficace e benefica sia per l’organismo umano che per l’ambiente.

IL CONCETTO del “VASO PIENO” e del “TERRENO FERTILE”
Per la Medicina Naturale il soggetto diventa “allergico” cioè “ipersensibile a stimoli semplici” quali quelli del polline, solo quando l’organismo ormai saturo di tossine non è più in grado di compensare il minimo impulso.
Il polline o quant’altro diventa quindi la classica goccia che fa traboccare il vaso.
A conseguenza di ciò la cura Naturopatica dell’allergia assume una caratteristica completamente differente da quella allopatica: non è più estremamente necessario individuare la sostanza sulla quale si reagisce allergici - se non per evitarla fino all’esito benefico della vera cura - , bensì è necessario “vuotare il vaso”, ripulirsi per ridare all’organismo la capacità di compensare.
Altro concetto fondamentale per la Medicina Naturale inerente la causa dell’instaurarsi delle Allergie è la “disbiosi”.
Si parla di disbiosi quando nell’organismo popolazioni microbiche (batteri e funghi) “nemiche” prendono il sopravvento su popolazioni amiche causando micosi, candidosi e disbatteriosi.
Tali popolazioni patogene si insediano su pelle e mucose e depositano lì le tossine del proprio metabolismo le quali conducono gradualmente alla deviazione di ogni funzione organica.
Ma la disbiosi a sua volta è possibile soltanto se l’organismo presenta il “terreno fertile” per il suo instaurarsi, ovvero il “vaso pieno”.
Per meglio intenderci: in Natura il fungo cresce su un terreno boschivo, ombroso, umido e acido;
se il terreno non presenta tali caratteristiche il fungo non cresce. In modo analogo nell’organismo umano il microbo non ha chance di moltiplicarsi se non vi sono o comunque gli si tolgono nel suo habitat le condizioni propizie per il suo proliferare, se quindi “si vuota il vaso”.
Scegliendo invece di sopprimere una reazione cutanea con farmaci antistaminici o cortisonici come la medicina accademica usa consigliare, non si fa altro che spostare la reazione dalla pelle alle mucose; cioè da una zona relativamente innocua, intelligentemente scelta dall’organismo per scaricare ciò che non riesce altrimenti a scaricare attraverso gli organi emuntori evidentemente mal funzionanti, ad una zona invece importante e pericolosa per il funzionamento organico.
I primi sintomi che dimostrano un interessamento delle mucose dell’apparato gastroenterico sono di carattere digestivo ed assimilatorio quali pancia gonfia, mal digestione, fiacchezza e debolezza, deconcentrazione; quelli dell’interessamento delle mucose dei cavi e delle vie respiratorie sono: naso chiuso persistente, filamenti di sangue ricorrenti soffiando il naso, abbassamento delle capacità olfattive e gustative, tossi persistenti e ricorrenti e così via a seconda delle mucose interessate.
Non esiste soggetto affetto di rinite o di asma allergica che non abbia avuto nel passato una reazione cutanea soppressa farmacologicamente.
Questa è una verità storica già denunciata circa 200 anni or sono dal Dottor Samuel Hanemann, l’ideatore dell’Omeopatia, che, seppur duole alla medicina accademica, dovrebbe finalmente far pensare la sanità pubblica odierna in quanto condanna il mal capitato a passare dal fastidio alla sofferenza vera e propria, mettendo in pericolo persino le sue attività vitali.
Per la Medicina Naturale l’Allergia non è una maledizione caduta dal cielo, bensì uno sviluppo lungo e tortuoso di saturazione tossica dei tessuti. Ogni applicazione farmacologica, se non indispensabile per mantenere le funzioni vitali nella fase acuta, è da evitare in quanto significa aggiungere veleni in un organismo già saturo di tossine ed indebolito dalla disbiosi.
Perlomeno sin dai tempi di Hanemann, ma già prima col concetto di “discrasia” ippocratiano e paracelsiano, la Medicina Naturale cerca di suggerire all’orecchio sordo della medicina ufficiale lo straordinario strumento terapeutico della “depurazione organica” che oggi insieme a quella ambientale costruirebbe per tutti un futuro più sano.

IL MIELE della PROPRIA TERRA per DESENSIBILIZZARE dal POLLINE
Pur rimanendo la depurazione organica la strada maestra, le possibilità di curare le Allergie con la Medicina Naturale sono numerose.
Desensibilizzare è anche possibile in modo naturale senza l’ausilio di vaccini di sintesi.
Per le Allergie ai pollini arrivati oramai al periodo critico, all’inizio della cura, è sicuramente opportuno cercare di evitare l’allergene: i campi e gli alberi in fiore.
Per questo tipo di allergia risulta molto proficuo l’utilizzo del semplice miele mischiato con un poco di cera d’api, che sia prodotto da un apicultore della zona in cui vive il soggetto allergico che ne voglia fare uso.
Tale azione scaturisce dal fatto che il miele è polline elaborato dagli enzimi dell’ape ed è proprio per questa sorta di predigestione che, se lo si inizia ad usare prima del periodo critico e poi per tutto l’anno, l’organismo ha il tempo occorrente per desensibilizzarsi.
Ma anche nella fase acuta il miele riesce il più delle volte ad alleviare la sofferenza.
Lo stesso risultato può essere raggiunto in via preventiva con l’assunzione di piccole dosi di polline.
IL NATUROPATA CONSIGLIA
Per le allergie al polline sia in via preventiva che durante l’attacco:
dalla Nutriterapia
- miele del luogo con circa il 3% di cera d’api, 2-3 cucchiaini al giorno per tutto l’anno
- polline, possibilmente del luogo - non nella fase acuta - mezzo cucchiaino al giorno per tutto l’anno.
dalla fitoterapia erboristica
- Ribes nero: gemme, olio dei semi o tintura madre.
- Elicriso: tintura madre.
- Piantaggine: tintura madre.
- Perilla frutescenz: tintura madre.
- Echinacea: estratto di pianta fresca o tintura madre.

dall’Oligoterapia
- Manganese.
- Cuprum (Rame).

dall’Omeopatia
- Apis Mellifica.
- Rhus toxicodendron.

Ma ricordare che appena finito il periodo critico bisogna depurare, depurare, depurare.
La vera ed unica cura delle Allergie. I risultati saranno ottimi, provare per credere !

domenica 3 marzo 2019

La Maschera di Carnevale per sostituire la Maschera della Quotidianità




La Maschera di Carnevale per sostituire la Maschera della Quotidianità

dott. GIUSEPPE IMBRIANI

Con la Candelora del 2 Febbraio si entra nel periodo del Carnevale, tempo di spasso e di baldoria, festività di tradizione più o meno sentita nelle varie località pugliesi e comunque sempre attesa specialmente dai più giovani.
Il riferimento etimologico originale è al giorno precedente la quaresima in cui cessava l’uso della carne (carne-levare).

Un vero e proprio rito di purificazione proveniente dai “Saturnali” (riti propiziatori antichi per allontanare i demoni dall’animo umano) che con la scena culminante del “funerale di Carnevale” esorcizza l’influenza negativa di mali e tristezze dell’anno passato nel nuovo anno.

Attorno al personaggio centrale del “Carnevale” ogni singola cultura ha avvicinato maschere locali creando uno spettacolo folcloristico di grande portata.
Un’occasione per fuggire dalla routine quotidiana, dalla serietà del ruolo sociale assunto, con banchetti, cene e tanta allegria.

A Carnevale tutto è lecito che diventi allegria, senza incorrere nel giudizio e nelle critiche altrui.

A cancellare gli ultimi spiragli di inibizione e utile la maschera, in grado di nascondere la propria identità di persona seria e composta, per lasciare spazio alla parte spesso repressa della propria personalità, quasi volesse essere una sorta di valvola di scarico, utile da attivare di tanto in tanto per non scoppiare.

Indossare la maschera di Carnevale per togliere quella virtuale giornaliera, convenzionale, formale che la quotidianità ci impone; è questa quindi l’essenza del Carnevale.
Ma il superamento delle inibizioni sfocia di sovente nell’estremo opposto dell’esagerazione e nella promiscuità; così che diventano facili occasioni le scorpacciate, le sbornie, le notti insonni e adulteri.

Il Carnevale è altresì il periodo delle burle, un’occasione per concedersi qualche soddisfazione al di là del sempre concesso; il “burlato” dovrà per lo meno far finta di non prendersela perché si sa:
a Carnevale ogni scherzo vale”.


CAULATA di CARNEVALE
In una pentola di coccio far saltare in olio d’oliva cipolla e alloro, del grano (e/o altri cereali anche precotti) a chicco intero.
Aggiungere poca acqua, pepe e sale. Quando i cereali si sono quasi del tutto ammorbiditi aggiungere cavoli bianchi e neri (mugnuli) precedentemente lavati e puliti, cuocere per altri 15-20 minuti e il piatto è pronto.

FUCAZZA di CARNEVALE

Prendete della pasta lievitata e stemperata con 3-4 cucchiai di olio d’oliva.
Con la metà della pasta preparare una sfoglia con il matterello per foderarne una teglia unta di olio.
Riempire con orzo o grano (tritato, cotto e saltato nell’olio con cipolla e pezzetti di olive nere), cubetti di mozzarella, pecorino grattugiato e pomodori d’inverno.
Ricoprire per bene con la restante pasta, lasciare lievitare per un’ora in un posto tiepido e cuocere nel forno a 180° per un’ora ancora e buon appetito.

IL NATUROPATA CONSIGLIA

Per meglio affrontare iperattività e notti insonni, dalla fitoterapia erboristica:

- estratti monopreparati o composti di Damiana, Guaranà (sostituisce egregiamente il caffè), Pappa reale e Ginseng.

- Tisana tonica: Angelica, Calamo, Imperatorie Urtica, Verbena, Zingiber e Rosmarino; in parti uguali, in infusione per 7-8 minuti, 2-3 tazze al giorno.

- The verde, in sostituzione del the nero o del caffè; in vendita nelle erboristerie.

Per togliere la “maschera” della quotidianità e inibizioni, dalla floriterapia del Dott. Bach:

- Agrimony e Cherry Plum 4 volte al giorno 4 + 4 gocce, in vendita nelle erboristerie.

Per porre rimedio agli eccessi di consumo di irritanti, dall’omeopatia:

- Nux vomica CH 30 (1 dose: 3 granuli), se necessario da ripetere 2 – 3 volte nell’arco di 1 – 2 ore; è utilissimo preso alla sera dopo una sbornia o/e un qualsiasi eccesso per evitare reazioni spiacevoli al mattino;
in vendita nelle farmacie omeopatiche.

Giù la “MASCHERA” con l’AGRIMONIA
Agrimony (Agrimonia eupatoria)
È il rimedio floriterapico del Dott. Bach, adatto a persone sensibili e irrequiete, avvilite dalle preoccupazioni.

In società si mostrano ottimi compagni pieni di gentilezza, cortesia e sorrisi, pronti a concedere di tutto pur di evitare conflitti; virtù queste spesso scambiate per ottimismo e tolleranza, che risultano invece essere una maschera per nascondere la paura di non essere accettati e di restare soli. Alla fine della giornata, anche se la maschera ha loro concesso bene o male la possibilità di “andare avanti”, l’anima non trova pace e richiede l’uso di stimolanti quali alcol e droghe (nicotina, caffè, ecc.), con l’effetto di aumentare il loro stato depressivo.
L’essenza di agrimonia dona la capacità di essere sinceri con se stessi e con gli altri, attraverso la consapevolezza che dove c’è luce dovrà esserci pure ombra.

Pensieri guida di Agrimony:
“la sincerità rafforza l’amicizia e rende
più soddisfacente ogni rapporto interpersonale”

Senza INIBIZIONI con la PRUGNA SELVATICA
Cherry Plum (Prunus cerasifera = Mirabolano o Susino Asiatico) è il rimedio floriterapico del Dott. Bach adatto a persone in una situazione emotiva estrema.

Una bomba che può esplodere da un momento all’altro.
Il soggetto ha paura di perdere la ragione in quanto consapevole dell’accumulo di una energia distruttiva che se esplode diventa incontrollabile, risultante dal controllo eccessivo dei propri desideri.
È’ meticoloso e formale per una o per l’altra piccolezza, cercando di ordinare fuori ciò che non sa ordinare nel suo stato d’animo.
Ira, angoscia, allucinazioni, fissazioni, paura di impazzire fanno parte del quadro sintomatico.

L’essenza di Cherry Plum dona forza d’animo e spontaneità, integrando nella vita reale le proprie esperienze e convinzioni d’animo.

Pensieri guida di Cherry Plum:
“sono pronto a liberarmi dei vecchi modelli del mio comportamento”
“l’eco della mia voce interiore diviene per me sempre più percettibile”

Il RIMEDIO dopo-SBORNIA
Nux Vomica (strychnos nux vomica) è un rimedio omeopatico adatto a persone irascibili e super occupate, abituate all’abuso di stimolanti, incapaci di sopportare di essere contraddette, con attività sedentaria da un lato e vita frenetica di città dall’altro.

Tutto è contratto specialmente al mattino con dolore di testa, nausea e dolori di stomaco.

Il rimedio è adatto anche a tutti coloro che saltuariamente si trovano in situazioni che rispecchiano un tale stato, cioè conseguenti da un abuso casuale di stimolanti o da un qualsiasi altro eccesso:
- dolore di testa da sbornia, da abuso di nicotina, caffè e atre droghe;
- indigestione per aver mangiato troppo o troppo in fretta, per abuso di carni, dolciumi e/o spezie;
- mal digestione per subintossicazione acuta con cibi semiavariati;
- irritazioni nervose per carenza di sonno;
- raucedine dei fumatori.
BUON DIVERTIMENTO

venerdì 21 settembre 2018

La PsicoFisioGnomica, tra Spirito e Corpo.

La PsicoFisioGnomica, tra Spirito e Corpo.

Molte Culture e Religioni antiche di secoli e millenni hanno riferito allo Spirito le virtù del corpo.
Lo Spirito dà forma e senso al corpo e non come locuzione virtuale, ma come reale "condensazione" materiale dello Spirito Vivente, come emanazione immanente del Divino trascendente.

La Psicofisiognomica nasce come osservazione antropologica sistematica con CASPAR LAVATER nella seconda metà del diciottesimo secolo, seguita da una valutazione più scientifica da CARL HUTER nella seconda metà del diciannovesimo.

"L'energia forma la forma", questo è uno dei postulati primari della Psicofisiognomica, per cui essa individua in ogni forma, sia mimica che strutturale, la confluenza di determinate energie, centripedali e centrifugali, in riferimento al soggetto e al suo "perimetro", nei suoi vari strati macro- e microscopici.

L'energia spirituale (centripedale) incontra l'energia del soggetto (centrifugale) determinando una qualità specifica di forma, sempre e comunque da rapportare al modello precostituito "genere umano", nonché al modello precostituito "personale"; costruendo così la specificità dell'individuo.
Ogni areale corporeo acquista perciò un suo valore significativo psicoenergetico di base, per la graduale e sempre più differenziata manifestazione dello stesso Spirito Vivente.

A tale valore e significato potenziale, psicoenergetico di ogni singolo areale corporeo, si associa, nell'ambito delle esperienze della nostra esistenza, l'energia emozionale più affine, ora come dinamica espressione di vitalità, di amore, di gioia; ora come espressione di sottomissione, di rancore, di tristezza, o di quant'altro affligge l'animo umano.
L'uno è ambrosia, l'altro è veleno per muscoli, giunture, nervi, organi e per tutta l'Esistenza unica personale, chiamata individuo.

Il corpo, da corpo fisico diventa "Corpo Psicoemozionale"


Esempio di determinazione grafica di uno stato d'animo con pochi segni. Dalla figura è inequivocabilmente visibile come il cambiamento di un solo segno possa già indicare uno stato d'animo differente.

Considerando i concetti fondamentali:
- la mimica è la forma di un atteggiamento psicologico e posturale momentaneo,
- la forma un atteggiamento uguale, costante e continuo.

Per lo studio dei singoli areali, la Psicofisiognomica individua alcune divisioni idonee a semplificarne l'analisi generale, per poi differenziarsi sempre più nei dettagli.

1) La prima analisi del "Corpo Psicoemozionale" relaziona:
- Le ossa alle convinzioni.
- I muscoli e tutti i tessuti molli ai pensieri.
- I liquidi corporei alle emozioni.

2) La seconda analisi divide il sistema Corpo Psicoemozionale in 5 gruppi, che qui chiamo Divisioni:

a) Prima Divisioneavanti ↔ dietro:
sul piano sagittale, sulla linea mediana ovvero sulla linea di intersezione tra lo stesso piano sagittale e quello frontale dove:

• la parte anteriore: indica ciò che il soggetto ha davanti, come egli affronta la vita e le situazioni, come egli vede il proprio futuro, come si muove e si pone rispetto agli altri, nonché il grado di apertura rispetto al mondo che lo circonda.
Essa è la parte più intima e ha riferimento alla madre;
• la parte posteriore: .... si rifà a ciò che è stato vissuto e a ciò che quindi abbiamo lasciato nel passato, ci siamo lasciati alle spalle; indica come l'individuo ha vissuto e quanto nel presente pesano quelle esperienze, ovvero come vive il peso delle situazioni e degli intenti non elaborati.
Indica altresì il grado di chiusura del soggetto. Essa è la parte più corazzata del personale ed ha riferimento al padre.

b) Seconda Divisionedestra ↔ sinistra: sul piano frontale sempre all'altezza della linea mediana:
• dove la destra: è la parte Yang, la parte razionale, ed ha riferimento al maschio (all'uomo) al sole, all'azione;
• la sinistra: è la parte Yin, la parte emozionale, energetica, più accogliente, più adattabile, più passiva, ha riferimento alla femmina (alla donna), alla luna, all'intuizione.

c) Terza DivisioneTronco ↔ Arti:
• dove il tronco: rappresenta il personale, privato, intimo.
• gli arti: rappresentano, come una sorta di tentacoli, l'emanazione del personale nel collettivo:
- gli arti superiori: per la capacità di tastare ciò che ci sta intorno e per maneggiare o anche manipolare cose, eventi e persone.
- gli arti inferiori: per la fermezza, la stabilità di posizione del soggetto, la capacità di reggersi sulle proprie convinzioni e di andare avanti per affrontare il futuro.

d) Quarta DivisioneTesta ↔ Corpo:
• dove la testa: rappresenta il mentale, l'idea, il pensiero, la guida;
• il corpo: la realizzazione concreta di quanto proviene dalla testa.

e) Quinta DivisioneSopra ↔ Sotto: tagliando virtualmente, l'unità del Corpo Psicoemozionale con un piano orizzontale all'altezzadel diaframma dove:
• sopra agiscono e fluiscono evolvendo in direzione craniale e involvendo in direzione caudale le energie più sottili quali: il sentimento, l'intellettualità, la moralità, la spiritualità.
Ha riferimento psicologico sulla "coltivazione" del proprio essere personale, sull'acculturamento, sul pensiero elaborato sull'elevazione intellettuale e spirituale;
• sotto agiscono e fluiscono evolvendo in direzione caudale e involvendo in direzione craniale le energie sostanziali, ossia di nutrimento, di emozione, di procreazione, di bisogni essenziali, di forza bruta e primordiale.
Ha riferimento psicologico sull'organico, sulla presa di posizione, sulla radicatezza, sul terreno, sul concreto, sul razionale.

3) La terza analisi divide il sistema in 3 caratteri, chiamati Naturali: naturale alimentare, naturale sensibile, naturale di movimento.
il naturale alimentare sarà rotondeggiante nella sua forma, colmo, magari rigonfio di liquidi e di carne. Ha troppi pensieri (carne), poco elaborati ("troppa carne a cuocere"), molte emozioni cumulate e non vissute (liquidi in ristagno). Carattere tendente al passivo, lento sia nell'agire che nel suo metabolismo, ma anche accomodante, accogliente. . Fa pensare alla "mammona"- nutrice, che partecipa di tutte le vicissitudini dei propri cari, e nulla fa mancare ai propri figli. Vive del passato.
Il naturale sensibile avrà aspetto delicato con lineamenti fini, dolci e lisci, quasi assenza di rughe. Equilibrato nella struttura tra massa ossea e massa carnosa, senza rigonfiamenti e senza spigoli. È una persona sensibile al proprio mondo interiore ed esteriore, non è in grado di trattenere il vissuto in pensieri (carne) o emozioni (liquidi). I movimenti sono ponderati e ritmici.
La sensibilità esasperata può manifestarsi in ipersensibilità magari con allergia o con nervosismo e tensione. Vive del presente.
Il naturale di movimento sarà di aspetto muscoloso, agile, teso, con viso e corpo squadrato e spigoloso. Avrà lineamenti marcati con molte rughe di espressione. Carattere determinato, proiettato verso un traguardo, verso un fine. Tutto il suo corpo esprime attività, dinamismo. Il suo metabolismo tende a consumare. Stress, iperattività e iperfunzione, sopraggiungeranno se esaspera le sue qualità. Vive del futuro.
Ovviamente sono più che rari i naturali puri, per cui più naturali possono coesistere in una stessa personalità, differenziata appunto, dal prevalere di uno sull'altro.
Tale prevalenza soggettiva, determinando una individualità irripetibile nella molteplicità dei caratteri, può essere ulteriormente analizzata rispetto all'armonia delle proporzioni.
Può esserci quindi un naturale armonico o un naturale disarmonico, a seconda delle proporzioni delle singole parti di un areale (per esempio le singole parti del naso oppure il naso o/e gli occhi, con la bocca) o di più grandi areali fra loro (per esempio le gambe con il torso); senza ovviamente dimenticare che si tratta sempre e comunque di una personale valutazione, più o meno oggettivabile.
Maestri e Mastri di pittura, scultura e architettura hanno affermato che quanto più le proporzioni del corpo o dell'oggetto si orientano alla "Sezione Aurea"o "Divina Proporzione", tanto più la forma emanerà armonia, stabilità e bellezza.

Nell'analisi Psicofisiognomica differenziata del più piccolo areale, tali informazioni si incontrano per cercare di dare una definizione analitica, più particolareggiata ed esatta possibile.
Con la premessa rimarcata che l'osservazione è sempre solo opinabile, per mezzo della Psicofisiognomica, l'esperto potrà avere dei riferimenti utili che aggiungerà ad elementi dettati da altri metodi di indagine, oppure eventualmente dalla diagnosi scientifica; nel tentativo di comprensione più completa, globale del disturbo, con conseguente migliore risultato dell'atto curativo.
Per una analisi Psicofisiognomica plausibile, ogni segno è da inserire nel quadro del soggetto esaminato; significativo non è tanto il singolo segno, bensì il rapporto tra i vari segni.
Una siffatta analisi, seppur notevolmente indicativa della personalità, non può e non deve essere considerata assoluta, ma potrà essere usata come linea guida nell'intento di migliorare la comprensione della persona e delle sue necessità.

Una volta individuata la personalità base, la Psicofisiognomica ci permette di perfezionare la nostra indagine dando valore psicoemozionale alle carenze, agli eccessi, ai disturbi fisiologici, ai criteri di statica e di postura e alle singole patologieorganiche o strutturali.
È così che nell'approccio NATUROPATICO diagnostico e terapeutico, sia manuale che di somministrazione, la funzione si combina indissolubilmente alla psicoemotività ed essa all'energia, al mentale che dirige e guida.
Quel "mentale" che non è da confinare nel sistema nervoso, ma è invece artefice dell'attività individuale di ogni singola cellula, di ogni singolo tessuto, di ogni organo, di ogni unità sistematica, e altresì denominatore comune dell'intero "sistema persona".

Qualsivoglia azione curativa meccanica, seppur altrimenti efficace, non potrà avere valore completo, non potrà essere duratura se non trascende dal corporeo per approdare alla sfera Psicoemozionale e da essa alla Spirituale.

Per il NATUROPATA ogni azione grezza dovrà essere accompagnata o seguita da una sottile.
- L'Osteopatia e la Chiropratica meccanica diventa così: PsicoArtroDinamica;
- l'Azione Manuale Rilassante: Percezione;
- il Massaggio Riflessoggeno o Zonale: Sensibilizzazione;
- ogni Cura: Consapevolezza.

Tratto dal libro "NATUROPATIA Scienza e Trascendenza" di giuseppeImbriani

lunedì 17 settembre 2018

Il Comportamento: Elisir di SALUTE o promotore di malanni

Il Comportamento: 

Elisir di SALUTE o promotore di malanni

La SALUTE per l' O.M.S.: Equilibrio fisico, psichico, sociale ed ambientale
Il termine "Comportamento", non solo etimologicamente, fa già rima prima con Portamento e poi con Postura e Atteggiamento; sennonché la ricchezza del linguaggio non permette che la definizione di una parola si esaurisca ad un solo significato. Per cui significati primari si sovrappongono e si intrecciano a modi di dire nonché ad altri significati, ritenuti secondari magari appunto soltanto per l'uso corrente che se ne fa.
Col termine "Postura", nel suo significato primario, si delinea quindi un portamento statico-dinamico dal punto di vista fisico, dell'apparato locomotorio.
Col termine "Atteggiamento" si descrive invece un portamento statico-dinamico atto a esprimere, rappresentare, ostentare, posare, dimostrare o anche recitare un comportamento.
Il "Com-portamento" a sua volta è portamento esprimente emozione, sia in maniera conscia che inconscia; nei confronti di se stessi, dei propri simili, del proprio ambiente.
L' "E-mozione" poi, di certo, è un movimento pressante che induce ad assumere una posizione ben precisa nei confronti di cose e persone o anche nei confronti di se stessi.
Tale "Posizione", evidentemente fisica, psicoemotiva e morale, varia, da rigida e contratta, di discredito, di repulsione e di freddezza; a flessibile ed accogliente, di com-mozione, di partecipazione e di calore umano; passando da una neutra, insipida, flaccida e di assoluta indifferenza.
L' E-mozione che muove e com-muove produce sentimento e ri-sentimento con un forte richiamo alla coerenza.
Ed è proprio la "Coerenza" di azione tra coscienza e conoscenza, tra volere ed agire che determina il carattere di un individuo.
Il termine "Carattere", dal suo canto, forte o debole che sia, individua una qualità variabile di stabilità statico-dinamica o di sicurezza psicoemozionale, comportamentale, di rango, di livello e di rapporto sociale, nonché una certa emanazione empatica che chiamiamo carisma.
Il "Carisma", per suo conto, è ben strutturato da certezze (o fede) e rigor d'essere.
Se a dette qualità strutturali, su questo buon terreno già reso fertile e preparato da una buona dose di sentimenti dolci, quali amorevolezza e cordialità, seminiamo una altrettanto buona quantità di moralità e spiritualità, e lasciamo ancora irradiare dal sole vivificante della coerenza, germoglierebbe l'UOMO auspicabile.
Il Portamento di costui crescerebbe in carisma e luminosità, in senso etico.
L' "Etica del suo com-portamento" sostiene più disinvolto e flessibile il suo portamento, in quanto alla struttura del rigor d'essere e stata aggiunta coerentemente la dolcezza del cuore, un ingrediente davvero supremo.
È il traguardo auspicabile per una nuova era di convivenza.
"Mens sana in corpore sano", è un'espressione oramai di uso e consumo comune, ma nella società odierna chi ne coglie veramente l'insegnamento ??
Purtroppo ci "nutriamo" continuamente di veleni esogeni ed endogeni, così che alla normale graduale corruttibilità del nostro organismo aggiungiamo sostanze tossiche e psicotossiche.
Ciò da una parte con un comportamento alimentare ed ambientale orientato all'immissione sconfinata di sostanze tossiche, all'utilizzo sconsiderato delle risorse, nonché ad un uso/abuso di nutrienti e di irritanti.
Dall'altra con un comportamento psicoemozionale propenso ad una ricerca crescente di eccitazione adrenalinica, basata sulla paura e sull'orrore, nonché al confronto con le endotossine generate da rancore, rabbia, odio, tristezza, sensi di colpa, o quant'atro inibisce o supersprona il sistema neurovegetativo ed ormonale, inquina il metabolismo, deviando svariate funzioni organiche.
Oltretutto da una deflessione statica, dovuta ad un trauma oppure ad un comportamento posturale dettato dallo stato d'animo, può scaturire una compressione meccanica di apparati organici, vasi, nervi o radici nervose.
Il processo di stasi o di ipermovimento irrita e inquina il metabolismo locale dei tessuti, per cui si crea anche qui il presupposto di una deviazione funzionale, il terreno per l'insediamento microbico e dunque la malattia.
Onori dunque alla definizione di Salute da parte dell'O.M.S .
La salute è veramente Equilibrio fisico, psichico, sociale ed ambientale; così che essa diventa una robusta costruzione, consolidata nella sua struttura da una ulteriore forza che, seppur proveniente dal trascendentale, stabilizza la vita biologica, riduce all'essenziale la corruttibilità fisica e mentale, forma il portamento.
Tale forza è la "Carica Interiore" che nasce e cresce dal Comportamento Etico. Con l'Etica la salute da un diritto costituzionale, diventa un diritto e un dovere morale.
Attraverso i nessi etimologici e le correlazioni psicosomatiche ho inteso tracciare un percorso di interrelazione che unifica realmente le varie manifestazioni del creato, dietro la medesima regia del Supremo Creatore.
La Bioetica, se non si vuole rischiare di applicarla solo in maniera pragmatica alla scienza, alla medicina, all'ambiente, alla morale umana, deve inquadrare direttamente la necessità che l'Animo, la Virtù, l'Etica di ogni individuo si evolva nel Comportamento, non solo specifico, ma globale.
È proprio da tale evoluzione che è determinato il declino o l'elevazione del genere umano e del singolo individuo.
D'altronde il comportamento è in diretta relazione con tutti gli altri aspetti del modello precostituito "persona": statico, funzionale organico, psicoemotivo e spirituale.
Esso è altresì la diretta correlazione attraverso la quale l' "essenza partecipa all'essere divino ed assoluto" (San Tommaso d'Aquino).
Culture antiche ci suggeriscono che gestire la propria vita in consapevolezza e coerenza, ovvero sensibilizzarsi alla reazione al piccolo impulso, significa allontanare gli eventi dagli estremi, mantenere l'armonia nell'"equilibrio oscillante" per non dover essere sottoposti ad impatti forti e cruenti.
L'Etica naturale, costruita con la propria virtù, dovrebbe guidare ogni Comportamento della società e dell'individuo.
Questa è la chiave del nostro riscatto spirituale; questo è, nel suo piccolo, il grande impegno professionale del NATUROPATA.
In una comunità:
più si è lontani da Dio e più leggi occorrono per governarla,
meno si è lontani da Dio e le poche leggi occorrenti si avvicinano sempre più all'unica legge dell'Amore.

Tratto dal libro "NATUROPATIA Scienza e Trascendenza" di giuseppeImbriani

mercoledì 29 agosto 2018

Piano di Studi IME 2018-2019

Cari ALLIEVIeINTERESSATI -ime,
è uscito il nuovo Piano di Studi 2018-2019.
Per il Piano di Studi completo clicca:
http://www.naturopatia-ime.it/pianodistudiannuale.pdf
A breve il Calendario dettagliato dei Corsi.
GRAZIE...gI

venerdì 17 agosto 2018

La “LUCE” nella Medicina Alchemica.


La LUCE tra Scienza ed Alchimia.

Per la Medicina Alchemica la malattia è la prevalenza patologica dell'ombra sulla Luce.
A livello Psico-emotivo la concentrazione d'ombra si traduce in paurasfiduciaincertezzachiusuratristezzapressionemensognaingratitudinerancore ed altri sentimenti bui.

La LUCE  "Prima Essenza"
Al fine di evidenziare la possibilità di relazionare il "tutto" ai principi alchemici, consideriamo da vari punti di vista la "luce".
Parlando di luce, viene spontaneo pensare al sole, la stella del nostro sistema planetario, simbolo di vita per tutti gli esseri viventi della Terra.
È risaputo che nelle piante la fotosintesi clorofilliana rende possibile la sintesi di sostanze organiche da materiale inorganico (organicazione). Si conoscono comunque anche altri effetti dell'energia luminosa.
La luce, assorbita da una quantità relativamente piccola di molecole, quali la clorofilla delle piante, sollecita il movimento trofico (l'accrescimento) e il movimento tattico (l'orientamento) ed inoltre arricchisce di energia il sistema biologico; non solo nel mondo vegetale ma anche in quello animale.
L'azione di movimento trofico nel mondo animale, e quindi anche nell'uomo, si riconosce nell'attivazione da parte della luce della Vitamina D, indispensabile per la costruzione della struttura ossea.
La Totalità delle suddette "fotorisposte" va sotto il nome di "fotomorfogenesi".
Nel mondo vegetale ad assimilare l'energia luminosa è il cosiddetto "fitocromo" (pigmento della clorofilla) ed è interessante constatare che la lunghezza d'onda dell'energia assimilata è specifica, risulta infatti differente da pianta a pianta.
Come dire: ogni pianta (o in generale, ogni essere) assorbe la qualità, la lunghezza d'onda di energia luminosa che desidera, la qualità di luce per la quale è predisposta.
Ovvero, in altri termini: ogni essere si "nutre" di una qualità specifica di energia luminosa, consona alle "antenne" che il soggetto ha in se preimpostato, come forma, come modello personale.
La scienza ha avuto già sempre la luce quale oggetto di ricerca.
Azzardando una breve sintesi delle varie ipotesi, si può dire che si è passati più volte dalla concezione corpuscolare a quella ondulatoria.
L'una, la corpuscolare, teorizza prima "corpuscoli" e dopo "quanti" o "fotoni" che si staccano dal corpo luminoso, ossia massa di consistenza infinitesimale ma ancora misurabile che si stacca da una massa più grande.
La seconda, l'ondulatoria, teorizza invece onde sferiche generate dall'agitazione delle particelle del corpo luminoso stesso; ossia a staccarsi non sarebbe una massa bensì un'onda senza consistenza alcuna.
Nell'analisi sperimentale scientifica ci si è dovuti confrontare con il paradosso che la prima teoria escludeva la seconda e viceversa, finché si è giunti ad una visione intermedia che considera la luce sia corpuscolo che onda; per poi definire l'energia luminosa una radiazione elettromagnetica, con lunghezze d'onda ben precise.
Concezioni nuove o riscoperta di antica saggezza??
Nella filosofia alchemica, la luce viene considerata "il principio fisico-metafisico", il punto di unione tra l'impalpabile ed il palpabile, "il principio primo" (l'1), sgusciato dall'uovo filosofico, dallo 0 infinito e nulla. Essa è la "favillatra massa e non-massa che mette in relazione l'unico con il molteplice e, in quanto principio comune nel molteplice (tutti i numeri sono divisibili per 1), è anche la "chiave di lettura simbolica" che rende intelligibile la realtà fisica.
La luce, addentrandosi nel suo percorso involutivo, lascia quindi la sua purezza originale per condensarsi in maniera sempre più fitta creando gradualmente l'ombra: il "principio secondo" (il 2) o "Materia Madre".
L'ombra è di natura duale: ombra stessa e luce, nero e bianco, Yin e Yang; perpetuandosi in densità diverse determina poi il molteplice del mondo fisico.
O come direbbe l'Alchimista: per rinnovarsi nel molteplice l'ombra duale, quale fertile donna, si lascia progressivamente fecondare dal seme maschio della luce, concependo un figlio, il "principio terzo" (il 3).
La medesima luce che ha creato il mondo fisico, ora, nella lunghezza d'onda del 3, lo anche vivifica, lo rinnova all'infinito con nuova energia ed azione.
Detto in altri termini nella concezione alchemica la luce è il Mercur, "lo Spirito Divino", che nelle varie lunghezze d'onda si condensa nella materia prima come Sulfur ( = soggetto virtuoso) e poi come Sal ( = soggetto fisico), permanendo comunque nella massa in una più bassa vibrazione ancora come Mercur ( = soggetto spirituale).
L'Alchimia individua dunque nell' ESSERE un Soggetto Spirituale, un Soggetto Fisico e un Soggetto Virtuoso; non come agenti separati, ma uni e trini contemporaneamente.
 Il Soggetto Spirituale (o Mercur alchemico):
è nell' 1: il principio simbolico dell'emanazione della luce astrale, la spiritualità, l'intelligenza, scintilla della Virtù Assoluta;
è nel 3: l'Intelligenza Collettiva, l'energia, il mentale, l'azione evolutiva che plasma, con la materia madre, la forma;
è nel 5: la Quintessenza: la forza vitale, il principio curativo, l'intelligenza individuale, l'azione guaritrice della Natura, il quinto elemento che sostiene i quattro, l'idea e l'Etere Aristotelico;
è nel 9: la Forza Spirituale sostegno e guida per il creato, il richiamo al divino, la nostalgia del paradisiaco che riconduce l'Essere alla fonte.
 Il Soggetto Fisico (o Sal alchemico), composto a sua volta da un'alternanza di luce e di ombra più o meno densa, alternanza di luce in varie lunghezze d'onda, invece:
è nel 2: il principio simbolico della Materia Madre, della dimora, del ricettacolo;
è nel 4: la stabilità, la struttura del corpo fisico;
è nel 6: il tondo dell'organico nel macrocosmo della forma;
è nell' 8: potendosi ora alzare vibrazionalmente di "ottava", l'infinita evoluzione della Natura.
Nel microcosmo la luce prende invece struttura triangolare, cristallina condensazione del pensiero, del mentale, del 3.
La qualità del Sal è comunque direttamente proporzionale al suo:
 Soggetto Virtuoso (o Sulfur alchemico), figlio della luce e del buio manifesto, che rappresenta appunto il principio simbolico della Virtù del soggetto.
Lo Spirito (o Mercur) nelle sue diverse vibrazioni 1, 3 e 5 emerge, sublima, dalle varie densità della materia (o Sal) 6, 4, e 2 plasmando il seme dell'Anima: il Sulfur, il 7.
Il Sulfur è quindi la vibrazione:
tra Spirito e Corpo: 1 + 6 (= 7),
tra Intelligenza e Struttura: 3 + 4 (= 7),
tra Essenza e Materia Madre: 5 + 2 (= 7);
è l'Anima che determina nel corpo fisico una "forma", una "Qualità virtuosa individuale".
Pur partendo tutto da una sola luce, un solo "principio", l'energia luminosa crea progressivamente, in densità diverse, 3 "principi", 3 "soggetti" (o meglio 3 qualità dello stesso soggetto) e, come in un ologramma, ogni singolo principio li contiene in se tutti e tre, in nuove vibrazioni e densità, e ognuno di quest'ultimi a sua volta contiene nuovamente i tre principi, in ancora diverse densità, e ciò non 1, 10, 1000 volte, ma all'infinito; sia verso la scomposizione microcosmica, che verso la condensazione macrocosmica e sia verso tutte le direzioni dimensionali ancora sconosciute.
Mercur, Sulfur e Sal (Spirito , Anima e Corpo), uni e trini, costruiscono quindi insieme il "soggetto"; sia nel mondo vegetale, nel mondo animale, che nel mondo minerale.
Mercur e Sulfur sono presenti nel Sal, nel contenitore, nella struttura del corpo fisico, e non solo in un significato puramente virtuale, ma in maniera tangibile, condensati nella materia della quale ne determinano la qualità.
Quanta più Intelligenza e Virtù, tanto più sano ed efficiente il corpo fisico, tanto più pura e lucente, solida ed elastica la sua struttura.
Dall'altro lato un Sal, un corpo purificato "filtra" e "accoglie" il suo Mercur, la sua Intelligenza, il quale sublima poi il suo Sulfur, la sua Virtù.
È così che le tre componenti della stessa unità, Spirito Anima e Corpo, evolvono vicendevolmente le loro qualità.
Nel linguaggio dell'alchimista si direbbe:
lo Spirito incalza l'Anima, l'Anima redenta richiama lo Spirito a purificare la sua Terra, la Terra pura è quindi pronta ad accogliere il nuovo seme, il quale può germogliare a nuova vita;
in un ciclo di cause ed effetti che pervadono micro e macrocosmo; in una evoluzione senza inizio né fine, di ciclica e perpetua trasformazione.
La Luce nella Medicina Alchemica
Per la Medicina Alchemica la malattia è la prevalenza patologica dell'ombra sulla luce.
L'ombra diviene sempre più fitta, condensata, concrementata.
A livello organico il ristagno della concrementazione, l'indurimento della materia, crea intasamento, l'intasamento sempre più ristagno; i flussi (sanguigni, linfatici, energetici) oramai densi e pesanti rallentano e ciò si traduce in inquinamento dei liquidi e dei tessuti.
Il chimismo inquinato produce deviazione delle trasmissioni elettrobiochimiche nei nervi, nei secreti e nei tessuti, con conseguente deviazione delle funzioni organiche.
Il tessuto saturo di tossine diventa il terreno adatto per l'insediamento microbico.
All'infiammo e all'infezione segue poi la fase degenerativa.
A livello Psico-emotivo la concentrazione d'ombra si traduce in paurasfiduciaincertezzachiusuratristezzapressionemenzognaingratitudinerancore ed altri sentimenti "bui".
Nella preparazione alchemica "in vitro", l'esaltazione della "valenza medicinale" di sostanze naturali provenienti dai tre mondi: minerale, vegetale e animale; non è che l'Esaltazione della Virtù sulla tossicità, della luce sul buio; come dire che il rimedio naturale ci presta la sua Virtù, per sollecitare la nostra.
Tali Elisir diventano così, validi aiuti per portare luce nel buio, grazia nella disgrazia, partendo dalla lunghezza d'onda della luce liberata dalla sostanza purificata che con essi assumiamo.
Ma l'Esaltazione Virtuosa definitiva deve comunque avvenire nel profondo del nostro essere. È lì che la luce deve superare il buio, la Virtù il veleno.
E se luce è energia, se luce è chiarezzalealtàmoraleaperturaamiciziaconsapevolezzagratitudinegioiaamore; l'esaltazione di tali Virtù non può che portare guarigione e salute, allo Spirito, all'Anima e al Corpo.
Se l'equilibrio viene raggiunto nella lunghezza d'onda consona al soggetto, il gioco di luci e d'ombra crea nella struttura un'armonia di forme e di colori, donando la Virtù di essere sano e di sanare, poiché 
"ciò che è puro non può che sollecitare purezza, ciò che è luce non può che indurre lucentezza; sia in vitro, che nel corpo, che nell'intimo individuale".
E come il calore del sole evolve la sostanza nell'atmosfera terrestre, così l'amore, il sole, libero di splendere nel nostro cuore, elargisce generoso la gioia della consapevolezza dell'1, del principio primo in noi:
la LUCE, la Scintilla Divina.

Tratto dal libro "NATUROPATIA Scienza e Trascendenza" di giuseppeImbriani