sabato 5 aprile 2014

Il business segreto della vendita dei virus che coinvolge aziende e trafficanti

INCHIESTA

Ceppi di aviaria spediti in Italia per posta. Accordi tra scienziati e aziende. 

L'inchiesta segreta dei Nas e della procura di Roma ipotizza un vero e proprio traffico illegale. 

E nel registro degli indagati c'è un nome eccellente: quello di Ilaria Capua, virologa di fama e deputato. Che respinge le accuse

Virus dell'aviaria spediti dall'estero in Italia in plichi anonimi, senza nessuna autorizzazione e violando tutte le norme di sicurezza, per produrre vaccini. Con il rischio di diffondere l'epidemia. “L'Espresso” nel numero in edicola domani rivela l'esistenza di un'inchiesta choc dei carabinieri del Nas e della procura di Roma su un traffico internazionale di virus.

Con un sospetto, messo nero su bianco dagli investigatori dell’Arma: c'è un business delle epidemie che segue una cinica strategia commerciale. Amplifica il pericolo di diffusione e i rischi per l’uomo, spingendo le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza. Che si trasformano in un affare da centinaia di milioni di euro per le industrie. In un caso, gli inquirenti ipotizzano perfino che la diffusione dell'influenza tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager. E l'indagine ricostruisce i retroscena sullo sfruttamento dell'allarme per l'aviaria nel nostro Paese, che nel 2005 spinse il governo Berlusconi ad acquistare farmaci per 50 milioni di euro, rimasti inutilizzati.

L'inchiesta è stata aperta dagli investigatori americani, che hanno ottenuto le confessioni di Paolo Candoli, manager della filiale italiana di Merial, sui ceppi patogeni di aviaria spediti illegalmente a casa sua in Italia e poi venduti ad aziende statunitensi. Nel 2005 la Homeland Security Usa ha trasmesso i documenti ai carabinieri del Nas, che già si erano occupati a Bologna di una organizzazione criminale dedita al traffico di virus ed alla produzione clandestina di vaccini.
La nuova inchiesta dell’Arma si è allargata, seguendo le intercettazioni disposte dai magistrati di Roma. Candoli nella capitale sa come muoversi: sponsorizza convegni medici organizzati da professori universitari, regala viaggi e distribuisce consulenze ben pagate e questo gli permette di avere “corsie preferenziali” al ministero della Salute per ottenere autorizzazioni, riesce a far cambiare parere alla commissione consultiva del farmaco veterinario per mettere in commercio prodotti della Merial.

Tra i suoi referenti più stretti c’è Ilaria Capua, virologa di fama internazionale, attualmente deputato di Scelta Civica e vice presidente della Commissione Cultura alla Camera. Fino all’elezione alla Camera, era responsabile del Dipartimento di scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale (Izs) delle Venezie con sede a Padova. Il risultato degli accertamenti del Nas ha portato il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, a ipotizzare reati gravissimi. La Capua e alcuni funzionari dell’Izs sono stati iscritti nel registro degli indagati per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso di ufficio e inoltre per il traffico illecito di virus. Stessa contestazione per tre manager della Merial. Anche il marito della Capua, ex manager della Fort Dodge Animal di Aprilia, attiva nella produzione veterinaria, è indagato insieme ad altre 38 persone.

Nell’elenco ci sono tre scienziati al vertice dell’Izs di Padova; funzionari e direttori generali del mistero della Salute; alcuni componenti della commissione consultiva del farmaco veterinario; coinvolta anche Rita Pasquarelli, direttore generale dell’Unione nazionale avicoltura. I fatti risalgono a sette anni fa ma molti degli indagati lavorano ancora nello stesso istituto.

Alcuni dei manager al telefono si vantano dei metodi usati per trasferire i virus clandestinamente in tutto il mondo: dalla Francia al Brasile, nascondendoli in pacchi anonimi o tra gli abiti delle valigie. «Abbiamo fatto cose turche», dicono. Secondo gli investigatori del Nas, anche la Capua e l’Istituto Zooprofilattico sono coinvolti nel traffico illegale: la scienziata sarebbe stata pagata per fornire agenti patogeni.

In una conversazione registrata è la stessa virologa a farne esplicito riferimento, sostenendo di aver ceduto ceppi virali in favore di un veterinario americano. Contattata da “l’Espresso”, Ilaria Capua respinge tutte le accuse: conferma di conoscere Candoli ma spiega «di non aver mai venduto ceppi virali. Sono dipendente di un ente pubblico e non vendo nulla personalmente».


LA VERSIONE INTEGRALE E' IN EDICOLA SULL'ESPRESSO DI VENERDI' 4 APRILE

mercoledì 26 marzo 2014

È partita la rivoluzione dei genitori: per i produttori di VACCINI inizia a mettersi male!


Vaccini e Autismo: ‘In arrivo decine di esposti’

L’avvocato Luca Ventaloro, esperto in diritto sanitario minorile, una quarantina di cause vinte, sei delle quali in relazione alla sindrome autistica:
”Anche la giustizia penale si è accorta di questa correlazione potenziale, ormai diventata emergenza nazionale (tra vaccini e autismo).
Altre Procure pronte a muoversi”. Possibile connessione vaccino-autismo, la Procura di Trani apre un’inchiesta. Roma, 24 mar. (Ign)
– Non solo Trani. ”Torino, Genova, altre Procure sono pronte a muoversi, viste le decine di esposti in arrivo”. Non è una previsione astratta quella dell’avvocato Luca Ventaloro, 50 anni, esperto in diritto sanitario minorile, all’indomani dell’indagine aperta a Trani su un possibile legame tra il vaccino trivalente e la sindrome autistica.
Uno studio a Rimini e uno a Roma, Ventaloro ha al suo attivo una quarantina di cause vinte proprio sul legame tra vaccinazioni e varie patologie, sei delle quali negli ultimi anni riguardano l’autismo.

”Vista la mole di casi del civile, era inevitabile che anche la giustizia penale si accorgesse di questa correlazione potenziale tra vaccino e autismo o altre patologie, ormai è diventata un’emergenza nazionale. Abbiamo un caso di autismo su 80 nascite, in bambini sani. Nascono con un indice di vitalità APGAR altissimo e dopo le vaccinazioni iniziano a stare male. Non possono più negare l’evidenza”.
Davanti a quello che rischia di diventare l’ennesimo caso di una via giudiziaria per arrivare a una verità scientifica, l’Organizzazione mondiale della sanità ribadisce che dai dati epidemiologici disponibili non esiste alcune legame tra vaccini e autismo.

Un’opinione non condivisa da Ventaloro

”Negli ultimi due anni la giustizia, soprattutto civile, ha prodotto molte sentenze sulla relazione tra vaccini e autismo o altre patologie - insiste l’avvocato - Sentenze frutto di approfondimenti medici accurati mentre la Sanità ufficiale è un po’ più arroccata.
Negano l’evidenza, anche per ragioni di opportunità sociale, non tenendo conto di una emergenza che bisogna valutare meglio. Ma ormai queste cose girano, la gente è stanca perché si gioca sulla loro pelle”.
L’ultima causa vinta da Ventaloro sul danno da vaccinazione riguardante l’autismo, risale a novembre 2013, a Pesaro contro il Ministero della Salute. Prima c’era stata quella di Busto Arsizio nel 2009, Urbino nel 2011, Rimini nel 2012, Ravenna nel 2012 e Milano nel 2013.

”Un ragazzino di 15 anni, nato con un APGAR molto alto (era 9 su10) - racconta l’avvocato spiegando l’ultima causa -All’inizio tutto bene: filmini e foto.
Dopo la vaccinazione, a un anno e mezzo, cambia tutto: regresso immediato del linguaggio, il bambino entra in una bolla tutta sua, iniziano i gesti ripetuti, diventa un soggetto autistico non più cognitivamente presente.
I genitori iniziano l’iter riabilitativo ordinario finché vengono in contatto con altri soggetti danneggiati che avevano già iniziato percorsi legali. Iniziano le indagini con esami molto approfonditi, dai quali emerge una stretta correlazione diagnostica tra vaccinazione e malattia.

Un medico legale mette nero su bianco nella perizia il ‘danno da vaccinazione’ e da lì inizia la procedura.
Per un annetto iniziamo l’iter con il Ministero che nega tutto. A quel punto siamo costretti a rivolgerci al Tribunale.
Nel giro di otto mesi arriva la sentenza. Nomina di un controllo medico che rileva un nesso di causa tra vaccinazione e patologia, e come previsto dalla legge 210/1992 arriva l’indennizzo”.

 Fonte: www.informasalus.it 

Mela chiodata e Carenza di FERRO



La mela chiodata aiuta nelle carenze di ferro


Il ferro è uno dei minerali più difficili da assimilare.

Esso lotta continuamente con elementi ingeriti mediante altri cibi, come i fitati di cui sono ricchi i legumi, che interferiscono con il suo assorbimento.

Anche gli integratori tradizionali sono poco funzionali, poiché il ferro sciolto, ossia non legato a nessun altro acido/vitamina, viene assimilato difficilmente e se ne corre in direttissima verso il wc! 

Un buon modo per assimilare il ferro è, invece, la vitamina C, grande coadiuvante per l’assorbimento:
condire della cicoria, dell’insalata o dei carciofi con il limone aiuta il ferro a entrare in circolo del nostro organismo.


Un altro escamotage antichissimo è la mela chiodata

Una mela con dentro tre chiodi:
importantissima la scelta dei chiodi medesimi.

Si infilzano i tre chiodi nella mela, dopo averli sterilizzati bollendoli in acqua per almeno 20 minuti, si lasciano lì per 24 ore.
Trascorso questo tempo si tolgono e si mangia la mela.

Essa avrà un sapore di ferro al limite del sopportabile!
Per un sapore più gradevole si potrà frullare con del latte di riso e miele.

Per coloro che avranno accertato una effettiva carenza di ferro, è sufficiente assumere 1 mela chiodata 1 volta al mese, NON DI PIÙ, altrimenti si va in eccesso!

Perché la mela?
La mela contiene l’acido malico che accoglie il ferro e lo elabora in modo tale da renderlo digeribile e soprattutto assimilabile dal nostro organismo.


Vale la pena provare, è un antico metodo che arriva dal Medioevo  e da Paracelso, molto usato dalla tradizione popolare, dalle nostre nonne.

sabato 22 marzo 2014

Microrganismi effettivi


Microrganismi effettivi e loro utilizzo

 Batteri. La sola parola induce a pensar subito ad un qualcosa che infesta il nostro organismo in modo devastante, ad un manipolo di microrganismi dannosi, da sconfiggere con ogni mezzo. 
Eppure non è sempre così; come in tutti gli aspetti dell’Universo, in cui vige la dualità, anche in questo caso vi è una duplice valenza: difatti all’interno dell’organismo umano e non solo, “abitano” sia i buoni che i cattivi batteri, ed è importante mantenerli in equilibrio, in modo che i cattivi non possano predominare sui buoni.

Nello specifico farò riferimento ad alcuni microrganismi, denominati “effettivi” dal suo inventore, un microbiologo e agricoltore giapponese, il quale ha dichiarato: “nel mondo dei microrganismi c’è soltanto una manciata di batteri cattivi. 
Del resto ci sono anche soltanto pochi batteri buoni. I microrganismi da lui inventati e definiti batteri”diplomatici”, alleandosi con i batteri più forti, ne influenzano anche il comportamento: difatti se posti in maggioranza, essi trasformerebbero le funzioni degenerative di altri gruppi di batteri, in funzioni rigenerative e antiossidanti, per cui una combinazione di circa 80 microrganismi sarebbe in grado di decomporre la materia organica in modo da “promuovere la vita”. 
I microrganismi effettivi sono sostanzialmente una miscela di batteri della fotosintesi, batteri dell’acido lattico e lieviti; essi si impiegano diluiti in varie percentuali, in una soluzione acquosa, in base al loro utilizzo. 
 Ma anche in molte altre forme. Difatti sono pensati non soltanto per le pulizie di casa, per il bucato, per purificare l’aria dall’inquinamento elettromagnetico; quando attivati, tali microrganismi sarebbero anche in grado di depurare le acque ed alimentare la forza rigeneratrice del terreno. 

 Ne sa qualcosa la permacoltura

Inoltre i sistemi di moltiplicazione della combinazione di microrganismi effettivi sono utilizzati per il compostaggio dei terreni che praticano coltivazione biologica e nella preparazione di fanghi attivi per grandi volumi d’acqua. 
Con la loro immissione nel terreno verrebbe, nel primo caso, stimolata un’attività biologica a catena sugli organismi viventi e sulle piante del terreno in questione, con effetti sulla produzione di nutrienti, e di stimolazione vegetativa, diminuendo in tal modo la proliferazione di parassiti. 
Nel secondo caso, utilizzati per la depurazione di terreni inquinati, trasformerebbero acque reflue in acque bianche, avviando la trasformazione da terreni degradati (sabbiosi, argillosi o salmastri) in terreni fertili. 

Il loro impiego riguarda anche la cosmesi e l’alimentazione 

 Sono utili alla pelle, per cicatrizzare ferite, per la pulizia dei denti e persino per curare problemi intestinali. Dal momento che sono composti principalmente da acidi lattici, lieviti e fermenti, risultano utili in ambito alimentare laddove si richiede la fermentazione, ad esempio nei formaggi. 

Dunque chi li ha provati li ritiene realmente efficaci, soprattutto per la concimazione dell’orto, dei vasi e del giardino. 
La teoria del loro inventore è però non ben vista dalla comunità scientifica, anche se in Asia e in molte altre parti del mondo è utilizzata quotidianamente e con reali benefici. 
Ben venga se tutto ciò può servire ad allontanare il pericolo rappresentato da pesticidi chimici e fertilizzanti artificiali. 
 In aggiunta, i microrganismi effettivi si sono rivelati efficaci nella cura del sistema immunitario. 

Se questo sistema è in grado di sostituire più che degnamente tutti i vari sistemi ancora impiegati nella detersione e cura della persona, dell’ambiente domestico e non, nella coltivazione e nella depurazione delle acque, allora possiamo sperare in un vicino futuro in cui l’intero ecosistema, non più oppresso dai “veleni” che, quotidianamente, mettiamo in circolo, saprà restituirci solo il meglio. 

Un saluto a tutti coloro che hanno avuto modo di leggere questo articolo con lo stesso interesse con il quale io ho appreso tali nozioni. 

Iolanda Guarnieri.

martedì 11 marzo 2014

Corso di Cucina Vegana

Il Gruppo Lavoro e Ricerca dell'associazione DIRITTOeSALUTE presenta: 


Ingresso libero.



venerdì 31 gennaio 2014

Inizia il nuovo corso di P.A.D. PsicoArtroDinamica




Lunedì 3 Febbraio 2014 inizia il nuovo corso di P.A.D. PsicoArtroDinamica dalle ore 9.00 alle ore 15.00

L’Osteopatia e la Chiropratica sono metodiche ben consolidate nella Tradizione Naturopatica, riconosciute come tali in Germania nella professione dell’HEILPRAKTIKER e sviluppatasi clinicamente negli Stati Uniti, individuando la professione di dottore in Osteopatia e in
Chiropratica.
I concetti appartenenti a entrambe le metodiche, in realtà molto simili, risalgono a tempi antichi e precedono di gran lunga l’arte medica
professionale.
Papiri egizi, documenti cinesi del 2700 a.C., sculture nel Tempio di Bangkok, il trattato “Le articolazioni” di IPPOCRATE, CLAUDIO GALENO, lo
“scrannum hippocraticum” in uso ancora in epoca rinascimentale, miniature bizantine, documenti giapponesi, indiani, tibetani e di popolazioni
autoctone dell’America del Nord; dimostrano inconfutabilmente che il metodo di cura della manipolazione articolare ha origine multipla ed
evoluzione millenaria.
L’arte della terapia vertebrale e articolare è davvero antica....(continua)

Per leggere l'intero articolo:
http://www.naturopatia-ime.it/psicoartrodinamica.pdf

Per ulteriori informazioni visita il nostro sito
www.naturopatia-ime.it

Oppure contattaci alla nostra casella e-mail:
naturopata@email.it

giovedì 30 gennaio 2014

Vaccini cancerogeni ai militari: condannato Ministero della Sanità


28 gennaio 2014. 

La somministrazione errata di un vaccino può causare cancro. 

È quanto ha stabilito il Tribunale di Ferrara decidendo che la famiglia dell’alpino Francesco Finessi, morto a 22 anni nel 2002, deve essere indennizzata.

Il verdetto certo non riporta in vita il giovane, ma può almeno restituire dignità alla sua famiglia che ha portato avanti una battaglia decennale contro ministeri e case farmaceutiche per mostrare la buona salute e la robustezza di cui godeva il ragazzo prima della somministrazione di una serie di vaccini con tempi e modalità sbagliate.
Gli errori nella somministrazione hanno portato il suo sistema immunitario al collasso fino a causargli una malattia mortale.

È la prima sentenza che riconosce un nesso di causalità tra il cancro e le vaccinazioni fatte con tempi, modalità e controlli inadeguati.

La sentenza di condanna in primo grado al Ministero della Salute è per la morte del ventiduenne per un linfoma non Hodgkin, l’avvocato Francesco Terrulli ritiene che l’indennizzo ammonti a circa 150mila euro.

Francesco Finessi fu sottoposto durante il servizio militari ad una serie di vaccini troppo ravvicinati nel tempo (come viene documentato sia dal libretto vaccinale che dalle relazioni di esperti).
Con la condanna, il giudice Alessandra De Curtis crea un precedente atteso dai tanti che non avevano mai visto collegare i due eventi, ma che ne erano certi.
Il caso è iniziato tempo fa dopo un’inchiesta di Repubblica dalla quale sono successivamente scaturite diverse interrogazioni parlamentari che hanno portato al cambiamento dei protocolli vaccinali di parte delle forze armate.

La madre del ragazzo, Santa Passaniti, spiega che “dopo più di 10 anni di battaglie e tanti, troppi ragazzi morti, tanti silenzi, dopo essere stati messi ai margini, addirittura minacciati, finalmente arriva una giustizia nella quale abbiamo sempre sperato.

Ma questo non basta, avremo pace solamente quando anche il medico militare che ha somministrato i vaccini a mio figlio e ad altri sarà condannato”.

Scritto da: Genny Sangiovanni  28 gennaio 2014 in Attualità, Cronaca, News

Via| repubblica.it


DIRITTOeSALUTE informa.  www.dirittoesalute.it



“Tumore Legato Al Vaccino fatto Durante Il Militare”: 

Ministero Salute Condannato


Continua a leggere su Il Fatto Quotidiano link articolo
Il ministero della Salute condannato dal Tribunale di Ferrara che, per la prima volta in Italia, ha riconosciuto un nesso di causalità tra il tumore e i vaccini fatti durante il servizio militare di leva. Dopo 10 anni di battaglie giudiziarie, la famiglia di Francesco Finessi, alpino di 22 anni di Codigoro morto nel 2002 per un linfoma non Hodgkin, sarà risarcita. Il giudiceAlessandra De Curtis ha stabilito che i vaccini sono stati somministrati ‘macroscopicamente’ in modo sbagliato dai medici. “Ora questa sentenza storica – spiega l’avvocato Francesco Ferruli di Martinafranca che ha assistito la famiglia assieme al collega di Ferrara Antonio Boldrini – potrà essere applicata a tanti altri casi analoghi. E’ un segnale di giustizia e sancisce un principio: non a caso ho appena parlato con altri militari che forti di questo pronunciamento, inoltreranno le proprie richieste”.
Raggiante la mamma, Santa Passaniti: “Tutti i nostri sforzi sono stati ripagati da questa sentenza che ha riconosciuto i danni da vaccino, come abbiamo sempre sostenuto: ora la nostra causa potrà aiutare tanti altri, visto che sono statipiù di tremila i militari morti e malati che non hanno mai messo un piede all’estero in missioni militari (dunque non soggetti a radiazioni di armamenti con uranio impoverito, ndr). I soldi? A noi, me, mio marito e mio figlio, non interessa il lato economico, in dieci anni abbiamo speso molto di più per cause, perizie, viaggi e ricerche di ciò che verrà risarcito”.
A novembre il processo penale per il caso Finessi si era concluso davanti al tribunale di Belluno con la condanna a tre anni di Nicola Marchetti, ufficiale medico del 16/o reggimento Alpini di stanza alla caserma Salsa, per falso ideologico e falso materiale commessi da pubblico ufficiale in atti pubblici, per alcune visite mai effettuate sui soldati a lui affidati. In particolare, l’indagine metteva in relazione le mancate visite e un vaccino anti-tifo somministrato due volte a Finessi. Erano stati il quotidiano Repubblica e poi il sitoRepubblica.it per primi ad occuparsi di questi casi. Dall’inchiesta giornalistica scaturirono diverse interrogazioni parlamentari, il cambiamento dei protocolli vaccinali di parte delle forze armate e anche la costituzione di diverse commissioni parlamentari.

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venerdì 24 gennaio 2014

Studio finlandese: come il fisico reagisce alle emozioniIn


“La paura fa tremare le ginocchia”, “la rabbia fa prudere le mani”, "una azione disgustosa rivolta lo stomaco”, “un sopruso fa salire il sangue in testa”. Non si tratta di modi di dire, ma di reazioni fisiche reali che accomunano tutti.

Uno studio su 700 soggetti, condotto dall'università finlandese di Aalto, rivela che le reazioni fisiche provate dagli individui in risposta ai diversi stati emozionali, sono le stesse per tutti, o quasi.
Gli scienziati cercano di utilizzare questi risultati per corroborare un modello secondo cui le emozioni originano dal fisico (alterazioni chimiche originate dal cervello).
Ma si potrebbe anche dire che il fisico, e quindi anche il cervello, rispondono alle sollecitazioni dell'anima che sente, quella parte intangibile di noi che è influenzata dalle emozioni.


Che in questi detti non vi sia letteratura spicciola, ma fisica, ce lo dice una ricerca condotta all'Università di Turku, in Finlandia, che ha sottoposto 700 volontari alla lettura e alla visione di film con l'obiettivo di far sorgere determinati sentimenti e di annotare poi in quali parti del corpo si sentiva una variazione delle sensazioni. Incrociando i diversi riscontri, i ricercatori hanno poi formulato una grafica ben precisa

Secondo gli studiosi, le reazioni dei volontari sono state indifferenti alla loro provenienza culturale, facendo registrare in gran parte le stesse sensazioni.
I ricercatori hanno spiegato alla rivista Proceedings of National Academy of Sciences che "svelare le sensazioni corporee soggettive connesse con le emozioni umane può aiutarci a capire meglio i disturbi dell'umore, ai quali – come da grafica – si attribuisce rispettivamente una generale riduzione delle sensazioni e una iperattività simile alla paura (in assenza di pericolo reale).
Nota da tempo la reazione alla rabbia, che attiva, quasi "arma", il petto e le braccia, predisponendo il soggetto al combattimento.
Differisce solo parzialmente dalla rabbia la sensazione legata alla paura, che concentra tutto nella testa e nel petto nell'attesa che giunga il momento in cui decidere tra combattimento e fuga.
Tra l'orgoglio che "gonfia" il petto, l'amore che irrora tutto tranne le ginocchia, la felicità che sprizza energia da ogni poro, l'invidia che logora i nostri pensieri e la vergogna che accende le guance, le reazioni dei 700 volontari sembrano descrivere l'esperienza di tutti noi."


giovedì 2 gennaio 2014

Sanità MALATA

Medicina Ufficiale, la grande imputata 



Sul tema della critica al sistema sanitario si sono scritti fiumi d'inchiostro, tanto che si riuscirebbe a fatica a tenere il conto di tutti i libri finora pubblicati.
Ma evidentemente su un argomento così scottante e ancora drammaticamente attuale c'è  sempre  qualcosa  da dire se al lungo elenco si è da poco aggiunto "Il Potere Occulto dell' Industria della Sanità" di Jesus Garcia Blanca.
Avevo già letto l' eccellente "Il Tradimento di Ippocrate" di qualche anno fa scritto da un medico "pentito", il dr. Domenico Mastrangelo, che già dal sottotitolo, "La medicina degli affari", sgombra subito il campo da ogni possibile dubbio sul contenuto (che non riguarda certo una presunta infedeltà coniugale del celebre medico di storica memoria).
Ho pensato così, traendo spunto da questi due libri che mi sembra offrano il panorama più completo sul tema in questione, che questa fosse finalmente l' occasione  per esprimere più compiutamente di quanto abbia fatto finora idee a me da tempo familiari, confortato dal sapere di essere in buona compagnia e sempre più numerosa.
E per fare ulteriore chiarezza devo precisare che la crisi del sistema sanitario di cui si parla non riguarda, come si tende a pensare, solo la sua disfunzione, quella che viene comunemente definita "malasanità", termine  ormai divenuto tragicamente familiare visto il crescente numero di "incidenti" che assurgono alla cronaca con  frequenza pressoché quotidiana. Quello della malasanità è, infatti, un problema... nel problema, è solo uno degli innumerevoli aspetti, un esempio fra i tanti, di una crisi generale che riguarda una società in totale sfacelo in cui tutto procede sistematicamente di male in peggio.
In realtà si tratta di qualcosa di molto più profondo e specifico che ha le sue radici essenzialmente nel materialismo scientifico che domina incontrastato in tutta la nostra cultura dall' Illuminismo in poi. Quel materialismo che si riconosce in una visione meccanicistica e ingegneristica della vita e nell'illusione di poter dominare la natura da parte nostra in virtù di una supposta posizione antropocentrica. Visione meccanicistica perché frutto dell' analisi, strumento considerato indispensabile e sufficiente per poter comprendere i "meccanismi" della natura, che essendo invece sintesi non si lascia intrappolare nel riduzionismo di aridi schemi astratti che in pratica si traducono in compartimenti stagni. E' l'analisi che porta inevitabilmente all’incomprensione dei legami che sottendono il tutto e quindi alla paralisi.
Per una curiosa coincidenza proprio in questi giorni, mentre  stavo ancora preparando questo post, mi è capitato di leggere un servizio su "Come stai" (uno dei tanti rotocalchi che trattano di salute e benessere, gennaio 2014, pag. 31) in cui si parlava di qualcosa che fa molto al caso nostro, un problema che è divenuto serio a causa di una popolazione sempre più anziana e medicalizzata. Già, perché con la costante evoluzione delle malattie acute in patologie croniche e degenerative oggi siamo di fronte ad una situazione senza precedenti di vero allarme sociale in Italia(ma anche in tanti altri Paesi a modello occidentale), col 70% degli anziani (intendendo chi ha più di 65 anni) affetti da almeno una malattia cronica, mentre, udite udite, uno su due prende da 5 a 9 medicinali al giorno (!!!).
Al che l'autore dell'articolo fa notare che, se, come succedeva più spesso una volta o in caso di soggetti non troppo avanti con l'età, quando si tratta di curare una sola malattia di norma si utilizza un solo farmaco ad hoc, quando il quadro si presenta complesso per una moltitudine di sintomi molto diversi tra loro, diventa un vero problema dovuto alla necessità di somministrare troppi farmaci (ognuno per ogni sintomo, ovviamente) che possono oltretutto innescare imprevedibili quanto pericolose interazioni fra di loro (se è già accertato, per fare un esempio, che chi assume due o più medicinali per il controllo del battito cardiaco paradossalmente corre il rischio di aritmia, figuriamoci chi, oltre a questi, deve prenderne altri per altri disturbi... ). E' una situazione che si presenta di regola appunto fra persone di età avanzata, che possono soffrire allo stesso tempo, ad esempio, di diabete, ipertensione,  ipercolesterolemia, sovrappeso, osteoporosi, insonnia, depressione, stitichezza, solo per nominare i sintomi più comuni.

Ebbene, questa problematica tragicomica è certamente il miglior esempio dei limiti ormai raggiunti da questa medicina schizofrenica che ha perduto il bandolo della matassa e, non comprendendo il malato nel suo insieme di manifestazioni cliniche, non può fare altro disperatamente che tenere  sotto controllo i singoli sintomi, senza ovviamente riuscire a curare alcunché e quindi facendo di ogni paziente un farmaco-dipendente a vita. Il che, come si può immaginare, è funzionale alla logica del sistema.
Ed è proprio questa logica l'altra faccia della medaglia, perché il quadro di quella che si potrebbe definire, con un ironico gioco di parole, "sanità malata" non sarebbe completo  se non considerassimo anche i valori che sono propri di una concezione prettamente materialistica della vita e che portano inevitabilmente ad anteporre il profitto, il tornaconto di pochi alla salute dell'individuo, cioè della società. Ecco dunque il proliferare del malaffare, della corruzione e delle collusioni tra gruppi di potere e chi dovrebbe essere in qualche modo il portavoce della scienza.

Su questo punto non mi sembra il caso di approfondire qui, ma chi volesse scoprire l'inimmaginabile troverebbe nei due libri più su citati pane per i suoi denti, con informazioni e fatti introvabili altrove.
E' invece sui presupposti scientifici che mi interessa soffermarmi (cosa che farò per ovvi motivi nel prossimo post) perché si dà troppo per scontata l' infallibilità della scienza.
In realtà chi non sia un "addetto ai lavori" non può nemmeno immaginare le problematiche e le incongruenze presenti in quello che si considera un metodo (la scienza ortodossa cartesiana applicata al mondo vivente) indiscutibile nel suo rigore formale, e quindi al di sopra di ogni sospetto.

Alla prossima puntata dunque.

Michele Nardella


Medicina Ufficiale, la grande imputata (seconda parte)

Nella prima parte di questo discorso avevo evidenziato come il fallimento del sistema sanitario non sia limitato alla  scarsa efficienza dei suoi servizi, ma comprenda altresì aspetti meno evidenti che si possono riassumere in una disumanizzazione della pratica medica da parte di un complesso apparato che si serve, dietro la facciata di una scienza accreditata solo perché fondata su un rigore formale ineccepibile, di criteri e metodi inadeguati ad una reale risoluzione dei problemi che è chiamato a gestire, al fine ultimo di mantenere lo status quo, ossia una condizione endemica di malattie croniche che  affliggono la società, e garantirsi così i massimi profitti nel tempo.

Senza voler sembrare pedante o filosofico, devo ribadire che si tratta semplicemente di aspetti diversi  della stessa realtà, perché se nulla avviene a caso, e se ogni epoca e ogni luogo hanno la medicina che gli è propria, questa è per coerenza la sola medicina che poteva capitarci in questa nostra era  che ha visto l' apoteosi del razionalismo e del materialismo, con tutto ciò che ne deriva.

Del resto come dubitarne, visto l'incredibile sviluppo di tecnologie applicate in medicina? E' soprattutto in campo diagnostico che si è assistito ad un sempre più massiccio utilizzo delle stesse, dato l' assurdo numero di esami clinici, molti dei quali superflui o inutili,  che i medici spesso prescrivono al solo scopo di cautelarsi da possibili cause giudiziarie per danni da parte dei loro pazienti (diventate più che mai frequenti) e allo stesso tempo impinguare il baraccone della Sanità.

E' un fenomeno ormai generalizzato che il dr. Mastrangelo non manca di analizzare approfonditamente nel suo già citato "Il Tradimento di Ippocrate" e che nasconde altri aspetti negativi che la dicono lunga sulla reale affidabilità dei criteri diagnostici adottati. La tecnologia che ha gradualmente soppiantato l'antica arte della diagnosi, la semeiotica (che consiste nel saper interpretare i sintomi del paziente esaminato attraverso l' osservazione, la palpazione e l'anamnesi) ha disumanizzato la pratica medica riducendo ai minimi termini il rapporto medico/paziente  nell' illusione che maggiori strumenti tecnologici possano fornire più informazioni utili al fine della diagnosi.
In realtà è doveroso far notare che quello che sembra un vantaggio è inficiato da due premesse fondamentali errate, e cioè:
·       1°: che sia possibile formulare una corretta diagnosi dai dati a disposizione senza preoccuparsi   più di tanto del loro contesto
·       2°: dare per scontato cosa si intende per "normale" e per "patologico".

Nel primo caso i tanti dati che la moderna tecnologia può fornire possono addirittura confondere più facilmente il medico, la cui formazione accademica non gli fornisce quella visione d'insieme e quegli strumenti necessari ad una loro corretta interpretazione, considerato anche  che all'aumentare del numero delle analisi corrisponde statisticamente una maggiore probabilità che qualcuna fornisca dati alterati (rispetto a determinati standard) senza tuttavia rivestire una valenza  patologica.
E per spiegarmi meglio vengo subito al secondo punto:
Per la medicina "scientifica" che, basandosi esclusivamente su analisi e astrazioni, è portata ad omologare tutto, il concetto di normalità è di solito un dato statistico, svincolato però da qualsiasi significato fisiologico. Un soggetto, ad esempio, può avere la pressione al di sotto o al di sopra dei valori fisiologici medi per la popolazione di appartenenza,  che tuttavia per la sua costituzione può risultare appropriata, mentre per un altro  di ben diversa costituzione un valore che rientri nella normalità statistica può avere un significato del tutto diverso e rivelare una condizione anomala. Le conseguenze per quanto riguarda l'intervento medico sono ovviamente facilmente immaginabili.

E' significativo che la sempre più evidente incompatibilità tra la tendenza all' omologazione e l'esigenza di rispettare l'individualità del paziente ha fatto sì che persino nell' ambito della medicina "ortodossa" si sentisse l'esigenza di introdurre nel campo della ricerca due nuove branche,  la farmacogenetica e lafarmacogenomica, che studiano come la risposta alla somministrazione dei vari farmaci possa variare a seconda delle caratteristiche personali del soggetto considerato.
Come si può capire, la medicina moderna arriva solo oggi a scoprire ciò che si sa fin dall'antichità, riconoscendo implicitamente e formalizzando quei concetti propri a tutte le medicine etichettate come "alternative" (omeopatia in testa).

Già, come se la sola medicina possibile, l'unica degna di tale nome fosse quella che si insegna nelle nostre università e tutte le altre, vecchie magari di millenni, fossero retaggio di antiche superstizioni. E, in effetti, l'arroganza di chi la rappresenta ha sempre fatto di tutto per farcelo credere, screditando sistematicamente tutto ciò che non rientra negli angusti limiti del suo paradigma.

E' l'atteggiamento tipico (non più sostenibile, ma che fa evidentemente comodo) dello scientismo che, stigmatizzando le medicine alternative come "non scientifiche", contraddice proprio quei principi che vorrebbe difendere. I postulati del cosiddetto metodo scientifico cartesiano, su cui si fonda la medicina ufficiale, sono stati infatti invalidati dalla fisica quantistica, che ne ha dimostrato tutti i limiti, come ha spiegato dettagliatamente il noto fisico nucleare Fritjof Capra nei suoi saggi di filosofia della scienza (ormai dei classici tradotti in molte lingue), sottolineandone tutte le importanti implicazioni pratiche in tutti i campi culturali (concetto del resto ripreso e sostenuto con vigore da altri prestigiosi scienziati, come Gregg Braden eBruce Lipton).

Perciò chiunque voglia rivendicare una presunta superiorità intellettuale della medicina moderna rispetto alle altre "non scientifiche" paradossalmente dimostra per primo di non essere "scientifico".

C'è da precisare poi che i più grandi scienziati della storia erano anche filosofi, a cominciare da Cartesio, ma anche Pitagora, Leonardo, Galileo, Newton e perfino Einstein. Non è infatti possibile separare nettamente la scienza dalla filosofia, perché qualsiasi linea di pensiero si sviluppa sempre da determinati presupposti che sono sempre di natura filosofica. Come dimostra del resto lo stesso metodo  scientifico moderno, che deve le sue origini proprio alla filosofia cartesiana.

A tutto questo bisogna aggiungere che non tutto ciò che risulta dimostrato secondo i criteri universalmente accettati come scientifici viene poi riconosciuto a livello ufficiale o  lo si tiene in pratica nella dovuta considerazione. Succede spesso quando si tratta di concetti rivoluzionari o che vanno contro gli interessi del sistema e il dr. Mastrangelo ce ne fornisce diversi esempi, come quello davvero eclatante del dr. Peter Duesberg, virologo n.1 al mondo noto come il maggiore dissidente della teoria ufficiale sull' AIDS e per questo emarginato e screditato pubblicamente dalla comunità scientifica.
Non posso dilungarmi oltre per ovvi motivi, posso solo rimandare ai due libri già citati nel precedente post (che sviluppano e aggiungono molto altro a quanto io ho solo accennato), sottolineando quelle che a me sembrano di primo acchito le principali differenze tra quello di Mastrangelo, "Il Tradimento di Ippocrate" e "Il Potere Occulto dell' Industria della Sanità" di recente pubblicazione.
Entrambi molto completi ed estremamente interessanti, il primo si concentra di più ad analizzare e criticare gli aspetti scientifici e i fondamenti della pratica medica, dissacrando il mito dell'infallibilità della scienza medica, soffermandosi ad esempio a considerare le gravi conseguenze presenti e future del dissennato uso degli antibiotici, come pure condannando la chemioterapia nella cura dei tumori, essendo del tutto evidente la sua tossicità.
Il secondo invece è incentrato più sugli aspetti politico-istituzionali, specificando dettagliatamente le trame internazionali tra multinazionali-istituzioni-organizzazioni non governative-media, come si controlla la ricerca, le pubblicazioni specialistiche e la diffusione d’informazioni scientifiche sui media.

Voglio ricordare che anch'io nel mio piccolo ho scritto qualcosa nei miei due articoli su Big Pharma.

Non potrei chiudere questo post senza ricordare  i due pionieri della critica al sistema sanitario:  il dr. Robert Mendelsohn, e Ivan Illich.
Il primo è stato un pediatra americano plurititolato, autore di libri di successo noto per le sue feroci critiche, nonché per il suo spiccato umorismo che spesso e volentieri assumeva toni sarcastici nelle sue invettive contro la Medicina Ufficiale. Come quando in una conferenza del 1979 paragonava:
la medicina moderna a una Religione che, come ogni religione che si rispetti, ha i suoi dogmi,
il sistema sanitario a una Chiesa che si allea con lo Stato per imporre i suoi sacramenti (=vaccinazioni), che conduce la Santa Inquisizione contro gli eretici (=medicine alternative) e lava il peccato originale col battesimo (=obbligo di instillare gocce di pericoloso nitrato d'argento negli occhi di tutti i neonati, dando per scontato che ogni madre abbia la gonorrea.
Ricordo anche un' intervista in cui l' autore di "Confessions of a Medical Heretic" (il suo best-seller) si mostrava particolarmente esplicito nell' invitare i medici a cambiare mestiere (dichiarazione che appoggio senza riserve). 
Concludo con una massima di Ivan Illich, scrittore, storico, pedagogista e filosofo austriaco, che riassume tutto quanto è stato detto qui (lui però l' aveva già capito negli anni '70):

"La medicina moderna è la negazione della salute.
Essa non è organizzata per servire la salute dell'uomo, ma soltanto se stessa come istituzione.
Essa fa ammalare più gente di quanta ne curi."


Michele Nardella