martedì 15 aprile 2014
sabato 5 aprile 2014
Il business segreto della vendita dei virus che coinvolge aziende e trafficanti
INCHIESTA
Ceppi di aviaria spediti in Italia per posta. Accordi tra scienziati e aziende.
L'inchiesta segreta dei Nas e della procura di Roma ipotizza un vero e proprio traffico illegale.
E nel registro degli indagati c'è un nome eccellente: quello di Ilaria Capua, virologa di fama e deputato. Che respinge le accuse
di Lirio AbbateCon un sospetto, messo nero su bianco dagli investigatori dell’Arma: c'è un business delle epidemie che segue una cinica strategia commerciale. Amplifica il pericolo di diffusione e i rischi per l’uomo, spingendo le autorità sanitarie ad adottare provvedimenti d’urgenza. Che si trasformano in un affare da centinaia di milioni di euro per le industrie. In un caso, gli inquirenti ipotizzano perfino che la diffusione dell'influenza tra il pollame del Nord Italia sia stata direttamente legata alle attività illecite di alcuni manager. E l'indagine ricostruisce i retroscena sullo sfruttamento dell'allarme per l'aviaria nel nostro Paese, che nel 2005 spinse il governo Berlusconi ad acquistare farmaci per 50 milioni di euro, rimasti inutilizzati.
L'inchiesta è stata aperta dagli investigatori americani, che hanno ottenuto le confessioni di Paolo Candoli, manager della filiale italiana di Merial, sui ceppi patogeni di aviaria spediti illegalmente a casa sua in Italia e poi venduti ad aziende statunitensi. Nel 2005 la Homeland Security Usa ha trasmesso i documenti ai carabinieri del Nas, che già si erano occupati a Bologna di una organizzazione criminale dedita al traffico di virus ed alla produzione clandestina di vaccini.
La nuova inchiesta dell’Arma si è allargata, seguendo le intercettazioni disposte dai magistrati di Roma. Candoli nella capitale sa come muoversi: sponsorizza convegni medici organizzati da professori universitari, regala viaggi e distribuisce consulenze ben pagate e questo gli permette di avere “corsie preferenziali” al ministero della Salute per ottenere autorizzazioni, riesce a far cambiare parere alla commissione consultiva del farmaco veterinario per mettere in commercio prodotti della Merial.
Tra i suoi referenti più stretti c’è Ilaria Capua, virologa di fama internazionale, attualmente deputato di Scelta Civica e vice presidente della Commissione Cultura alla Camera. Fino all’elezione alla Camera, era responsabile del Dipartimento di scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale (Izs) delle Venezie con sede a Padova. Il risultato degli accertamenti del Nas ha portato il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, a ipotizzare reati gravissimi. La Capua e alcuni funzionari dell’Izs sono stati iscritti nel registro degli indagati per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso di ufficio e inoltre per il traffico illecito di virus. Stessa contestazione per tre manager della Merial. Anche il marito della Capua, ex manager della Fort Dodge Animal di Aprilia, attiva nella produzione veterinaria, è indagato insieme ad altre 38 persone.
Nell’elenco ci sono tre scienziati al vertice dell’Izs di Padova; funzionari e direttori generali del mistero della Salute; alcuni componenti della commissione consultiva del farmaco veterinario; coinvolta anche Rita Pasquarelli, direttore generale dell’Unione nazionale avicoltura. I fatti risalgono a sette anni fa ma molti degli indagati lavorano ancora nello stesso istituto.
Alcuni dei manager al telefono si vantano dei metodi usati per trasferire i virus clandestinamente in tutto il mondo: dalla Francia al Brasile, nascondendoli in pacchi anonimi o tra gli abiti delle valigie. «Abbiamo fatto cose turche», dicono. Secondo gli investigatori del Nas, anche la Capua e l’Istituto Zooprofilattico sono coinvolti nel traffico illegale: la scienziata sarebbe stata pagata per fornire agenti patogeni.
In una conversazione registrata è la stessa virologa a farne esplicito riferimento, sostenendo di aver ceduto ceppi virali in favore di un veterinario americano. Contattata da “l’Espresso”, Ilaria Capua respinge tutte le accuse: conferma di conoscere Candoli ma spiega «di non aver mai venduto ceppi virali. Sono dipendente di un ente pubblico e non vendo nulla personalmente».
LA VERSIONE INTEGRALE E' IN EDICOLA SULL'ESPRESSO DI VENERDI' 4 APRILE
Tra i suoi referenti più stretti c’è Ilaria Capua, virologa di fama internazionale, attualmente deputato di Scelta Civica e vice presidente della Commissione Cultura alla Camera. Fino all’elezione alla Camera, era responsabile del Dipartimento di scienze biomediche comparate dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale (Izs) delle Venezie con sede a Padova. Il risultato degli accertamenti del Nas ha portato il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Capaldo, a ipotizzare reati gravissimi. La Capua e alcuni funzionari dell’Izs sono stati iscritti nel registro degli indagati per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, all’abuso di ufficio e inoltre per il traffico illecito di virus. Stessa contestazione per tre manager della Merial. Anche il marito della Capua, ex manager della Fort Dodge Animal di Aprilia, attiva nella produzione veterinaria, è indagato insieme ad altre 38 persone.
Nell’elenco ci sono tre scienziati al vertice dell’Izs di Padova; funzionari e direttori generali del mistero della Salute; alcuni componenti della commissione consultiva del farmaco veterinario; coinvolta anche Rita Pasquarelli, direttore generale dell’Unione nazionale avicoltura. I fatti risalgono a sette anni fa ma molti degli indagati lavorano ancora nello stesso istituto.
Alcuni dei manager al telefono si vantano dei metodi usati per trasferire i virus clandestinamente in tutto il mondo: dalla Francia al Brasile, nascondendoli in pacchi anonimi o tra gli abiti delle valigie. «Abbiamo fatto cose turche», dicono. Secondo gli investigatori del Nas, anche la Capua e l’Istituto Zooprofilattico sono coinvolti nel traffico illegale: la scienziata sarebbe stata pagata per fornire agenti patogeni.
In una conversazione registrata è la stessa virologa a farne esplicito riferimento, sostenendo di aver ceduto ceppi virali in favore di un veterinario americano. Contattata da “l’Espresso”, Ilaria Capua respinge tutte le accuse: conferma di conoscere Candoli ma spiega «di non aver mai venduto ceppi virali. Sono dipendente di un ente pubblico e non vendo nulla personalmente».
LA VERSIONE INTEGRALE E' IN EDICOLA SULL'ESPRESSO DI VENERDI' 4 APRILE
mercoledì 26 marzo 2014
È partita la rivoluzione dei genitori: per i produttori di VACCINI inizia a mettersi male!
Vaccini e Autismo: ‘In arrivo decine di esposti’
L’avvocato Luca Ventaloro,
esperto in diritto sanitario minorile, una quarantina di cause vinte, sei delle
quali in relazione alla sindrome autistica:
”Anche la giustizia penale si è
accorta di questa correlazione potenziale, ormai diventata emergenza nazionale
(tra vaccini e autismo).
Altre Procure pronte a
muoversi”. Possibile connessione vaccino-autismo, la Procura di Trani apre
un’inchiesta. Roma, 24 mar. (Ign)
– Non solo Trani. ”Torino,
Genova, altre Procure sono pronte a muoversi, viste le decine di esposti in
arrivo”. Non è una previsione astratta quella dell’avvocato Luca Ventaloro, 50
anni, esperto in diritto sanitario minorile, all’indomani dell’indagine aperta
a Trani su un possibile legame tra il vaccino trivalente e la sindrome
autistica.
Uno studio a Rimini e uno a
Roma, Ventaloro ha al suo attivo una quarantina di cause vinte proprio sul
legame tra vaccinazioni e varie patologie, sei delle quali negli ultimi anni
riguardano l’autismo.
”Vista la mole di casi del
civile, era inevitabile che anche la giustizia penale si accorgesse di questa
correlazione potenziale tra vaccino e autismo o altre patologie, ormai è
diventata un’emergenza nazionale. Abbiamo un caso di autismo su 80 nascite, in
bambini sani. Nascono con un indice di vitalità APGAR altissimo e dopo le
vaccinazioni iniziano a stare male. Non
possono più negare l’evidenza”.
Davanti a quello che rischia di
diventare l’ennesimo caso di una via giudiziaria per arrivare a una verità
scientifica, l’Organizzazione mondiale della sanità ribadisce che dai dati
epidemiologici disponibili non esiste alcune legame tra vaccini e autismo.
Un’opinione non condivisa da
Ventaloro
”Negli ultimi due anni la
giustizia, soprattutto civile, ha prodotto molte sentenze sulla relazione tra
vaccini e autismo o altre patologie - insiste l’avvocato - Sentenze
frutto di approfondimenti medici accurati mentre la Sanità ufficiale è un po’
più arroccata.
Negano l’evidenza, anche per
ragioni di opportunità sociale, non tenendo conto di una emergenza che bisogna
valutare meglio. Ma ormai queste cose girano, la gente è stanca perché si gioca
sulla loro pelle”.
L’ultima causa vinta da
Ventaloro sul danno da vaccinazione riguardante l’autismo, risale a novembre
2013, a Pesaro contro il Ministero della Salute. Prima c’era stata quella di
Busto Arsizio nel 2009, Urbino nel 2011, Rimini nel 2012, Ravenna nel 2012 e
Milano nel 2013.
”Un ragazzino di 15 anni, nato
con un APGAR molto alto (era 9 su10) - racconta l’avvocato spiegando
l’ultima causa -All’inizio tutto bene: filmini e foto.
Dopo la vaccinazione, a un
anno e mezzo, cambia tutto: regresso immediato del linguaggio, il bambino entra
in una bolla tutta sua, iniziano i gesti ripetuti, diventa un soggetto
autistico non più cognitivamente presente.
I genitori iniziano l’iter
riabilitativo ordinario finché vengono in contatto con altri soggetti
danneggiati che avevano già iniziato percorsi legali. Iniziano le indagini con
esami molto approfonditi, dai quali emerge una stretta correlazione diagnostica
tra vaccinazione e malattia.
Un medico legale mette nero su
bianco nella perizia il ‘danno da
vaccinazione’ e da lì inizia la procedura.
Per un annetto iniziamo l’iter
con il Ministero che nega tutto. A quel punto siamo costretti a rivolgerci al
Tribunale.
Nel giro di otto mesi arriva la
sentenza. Nomina di un controllo medico che rileva un nesso di causa tra
vaccinazione e patologia, e come previsto dalla legge 210/1992 arriva
l’indennizzo”.
Fonte: www.informasalus.it
Mela chiodata e Carenza di FERRO
La mela chiodata aiuta nelle carenze di ferro
Il ferro è uno dei
minerali più difficili da assimilare.
Esso lotta continuamente con elementi
ingeriti mediante altri cibi, come i fitati di cui sono ricchi i legumi,
che interferiscono con il suo assorbimento.
Anche gli integratori tradizionali sono
poco funzionali, poiché il ferro sciolto, ossia non legato a nessun altro
acido/vitamina, viene assimilato difficilmente e se ne corre in direttissima
verso il wc!
Un buon modo per assimilare il ferro è,
invece, la vitamina C, grande coadiuvante per l’assorbimento:
condire della cicoria, dell’insalata o dei
carciofi con il limone aiuta il ferro a entrare in circolo del nostro
organismo.
Un altro escamotage antichissimo è la mela chiodata
Una mela con dentro tre chiodi:
importantissima la scelta dei chiodi
medesimi.
Si infilzano i tre chiodi nella mela, dopo averli sterilizzati bollendoli in acqua per almeno 20 minuti, si lasciano lì per 24 ore.
Trascorso questo tempo si tolgono e si
mangia la mela.
Essa avrà un sapore di ferro al limite del
sopportabile!
Per un sapore più gradevole si potrà frullare
con del latte di riso e miele.
Per coloro che avranno accertato una
effettiva carenza di ferro, è sufficiente assumere 1 mela chiodata 1 volta al
mese, NON DI PIÙ, altrimenti si va in eccesso!
Perché la mela?
La mela contiene l’acido malico che
accoglie il ferro e lo elabora in modo tale da renderlo digeribile e
soprattutto assimilabile dal nostro organismo.
Vale la pena provare, è un antico metodo
che arriva dal Medioevo e da Paracelso,
molto usato dalla tradizione popolare, dalle nostre nonne.
sabato 22 marzo 2014
Microrganismi effettivi
Microrganismi effettivi e loro utilizzo
Batteri. La sola parola induce a pensar subito ad un qualcosa che infesta il nostro organismo in
modo devastante, ad un manipolo di microrganismi dannosi, da sconfiggere con ogni mezzo.
Eppure non è sempre così; come in tutti gli aspetti dell’Universo, in cui vige la dualità, anche in
questo caso vi è una duplice valenza: difatti all’interno dell’organismo umano e non solo,
“abitano” sia i buoni che i cattivi batteri, ed è importante mantenerli in equilibrio, in modo che i
cattivi non possano predominare sui buoni.
Nello specifico farò riferimento ad alcuni microrganismi, denominati “effettivi” dal suo inventore,
un microbiologo e agricoltore giapponese, il quale ha dichiarato: “nel mondo dei microrganismi c’è
soltanto una manciata di batteri cattivi.
Del resto ci sono anche soltanto pochi batteri buoni.
I microrganismi da lui inventati e definiti batteri”diplomatici”, alleandosi con i batteri più forti, ne
influenzano anche il comportamento: difatti se posti in maggioranza, essi trasformerebbero le
funzioni degenerative di altri gruppi di batteri, in funzioni rigenerative e antiossidanti, per cui una
combinazione di circa 80 microrganismi sarebbe in grado di decomporre la materia organica in
modo da “promuovere la vita”.
I microrganismi effettivi sono sostanzialmente una miscela di batteri della fotosintesi, batteri
dell’acido lattico e lieviti; essi si impiegano diluiti in varie percentuali, in una soluzione acquosa, in
base al loro utilizzo.
Ma anche in molte altre forme. Difatti sono pensati non soltanto per le pulizie di casa, per il
bucato, per purificare l’aria dall’inquinamento elettromagnetico; quando attivati, tali
microrganismi sarebbero anche in grado di depurare le acque ed alimentare la forza rigeneratrice
del terreno.
Ne sa qualcosa la permacoltura
Inoltre i sistemi di moltiplicazione della combinazione di
microrganismi effettivi sono utilizzati per il compostaggio dei terreni che praticano coltivazione
biologica e nella preparazione di fanghi attivi per grandi volumi d’acqua.
Con la loro immissione nel terreno verrebbe, nel primo caso, stimolata un’attività biologica a
catena sugli organismi viventi e sulle piante del terreno in questione, con effetti sulla produzione
di nutrienti, e di stimolazione vegetativa, diminuendo in tal modo la proliferazione di parassiti.
Nel
secondo caso, utilizzati per la depurazione di terreni inquinati, trasformerebbero acque reflue in
acque bianche, avviando la trasformazione da terreni degradati (sabbiosi, argillosi o salmastri) in
terreni fertili.
Il loro impiego riguarda anche la cosmesi e l’alimentazione
Sono utili alla pelle, per cicatrizzare ferite, per la pulizia dei denti e persino per curare problemi
intestinali. Dal momento che sono composti principalmente da acidi lattici, lieviti e fermenti,
risultano utili in ambito alimentare laddove si richiede la fermentazione, ad esempio nei formaggi.
Dunque chi li ha provati li ritiene realmente efficaci, soprattutto per la concimazione dell’orto, dei
vasi e del giardino.
La teoria del loro inventore è però non ben vista dalla comunità scientifica, anche se in Asia e in
molte altre parti del mondo è utilizzata quotidianamente e con reali benefici.
Ben venga se tutto ciò può servire ad allontanare il pericolo rappresentato da pesticidi chimici e
fertilizzanti artificiali.
In aggiunta, i microrganismi effettivi si sono rivelati efficaci nella cura del sistema immunitario.
Se questo sistema è in grado di sostituire più che degnamente tutti i vari sistemi ancora impiegati
nella detersione e cura della persona, dell’ambiente domestico e non, nella coltivazione e nella
depurazione delle acque, allora possiamo sperare in un vicino futuro in cui l’intero ecosistema,
non più oppresso dai “veleni” che, quotidianamente, mettiamo in circolo, saprà restituirci solo il
meglio.
Un saluto a tutti coloro che hanno avuto modo di leggere questo articolo con lo stesso interesse
con il quale io ho appreso tali nozioni.
martedì 11 marzo 2014
martedì 18 febbraio 2014
venerdì 31 gennaio 2014
Inizia il nuovo corso di P.A.D. PsicoArtroDinamica
Lunedì 3 Febbraio 2014 inizia il nuovo corso di P.A.D. PsicoArtroDinamica dalle ore 9.00 alle ore 15.00
L’Osteopatia e la Chiropratica sono metodiche ben consolidate nella Tradizione Naturopatica, riconosciute come tali in Germania nella professione dell’HEILPRAKTIKER e sviluppatasi clinicamente negli Stati Uniti, individuando la professione di dottore in Osteopatia e in
Chiropratica.
I concetti appartenenti a entrambe le metodiche, in realtà molto simili, risalgono a tempi antichi e precedono di gran lunga l’arte medica
professionale.
Papiri egizi, documenti cinesi del 2700 a.C., sculture nel Tempio di Bangkok, il trattato “Le articolazioni” di IPPOCRATE, CLAUDIO GALENO, lo
“scrannum hippocraticum” in uso ancora in epoca rinascimentale, miniature bizantine, documenti giapponesi, indiani, tibetani e di popolazioni
autoctone dell’America del Nord; dimostrano inconfutabilmente che il metodo di cura della manipolazione articolare ha origine multipla ed
evoluzione millenaria.
L’arte della terapia vertebrale e articolare è davvero antica....(continua)
Per leggere l'intero articolo:
http://www.naturopatia-ime.it/psicoartrodinamica.pdf
Per ulteriori informazioni visita il nostro sito
www.naturopatia-ime.it
Oppure contattaci alla nostra casella e-mail:
naturopata@email.it
giovedì 30 gennaio 2014
Vaccini cancerogeni ai militari: condannato Ministero della Sanità
28 gennaio 2014.
La somministrazione errata di un vaccino può causare cancro.
La somministrazione errata di un vaccino può causare cancro.
È quanto ha stabilito il Tribunale di Ferrara decidendo che la famiglia
dell’alpino Francesco Finessi, morto a 22 anni nel 2002, deve
essere indennizzata.
Il verdetto certo non riporta in vita il
giovane, ma può almeno restituire dignità alla sua famiglia che ha portato
avanti una battaglia decennale contro ministeri e case farmaceutiche per
mostrare la buona salute e la robustezza di cui godeva il ragazzo prima della
somministrazione di una serie di vaccini con tempi e modalità sbagliate.
Gli errori nella somministrazione hanno
portato il suo sistema immunitario al collasso fino a causargli una malattia
mortale.
È la prima sentenza che riconosce un
nesso di causalità tra il cancro e le vaccinazioni fatte con tempi, modalità e
controlli inadeguati.
La sentenza di condanna in primo grado al Ministero della Salute è per la morte del ventiduenne per un linfoma non Hodgkin, l’avvocato Francesco Terrulli ritiene che l’indennizzo ammonti a circa
150mila euro.
Francesco Finessi fu sottoposto durante
il servizio militari ad una serie di vaccini troppo
ravvicinati nel tempo (come viene documentato sia dal libretto vaccinale che
dalle relazioni di esperti).
Con la condanna, il giudice Alessandra De Curtis crea un precedente atteso dai tanti che non
avevano mai visto collegare i due eventi, ma che ne erano certi.
Il caso è iniziato tempo fa dopo
un’inchiesta di Repubblica dalla quale sono successivamente scaturite diverse interrogazioni parlamentari che hanno portato al
cambiamento dei protocolli vaccinali di parte delle forze armate.
La madre del ragazzo, Santa Passaniti, spiega che “dopo più
di 10 anni di battaglie e tanti, troppi ragazzi morti, tanti silenzi, dopo
essere stati messi ai margini, addirittura minacciati, finalmente arriva una
giustizia nella quale abbiamo sempre sperato.
Ma questo non basta, avremo pace solamente
quando anche il medico militare che ha somministrato i vaccini a mio figlio e
ad altri sarà condannato”.
Scritto
da: Genny Sangiovanni
28 gennaio 2014 in Attualità, Cronaca, News
Via| repubblica.it
DIRITTOeSALUTE informa. www.dirittoesalute.it
“Tumore Legato Al Vaccino fatto Durante Il Militare”:
Ministero Salute Condannato
Continua a leggere su Il Fatto Quotidiano link articolo
Il ministero della Salute condannato dal Tribunale di Ferrara che, per la prima volta in Italia, ha riconosciuto un nesso di causalità tra il tumore e i vaccini fatti durante il servizio militare di leva. Dopo 10 anni di battaglie giudiziarie, la famiglia di Francesco Finessi, alpino di 22 anni di Codigoro morto nel 2002 per un linfoma non Hodgkin, sarà risarcita. Il giudiceAlessandra De Curtis ha stabilito che i vaccini sono stati somministrati ‘macroscopicamente’ in modo sbagliato dai medici. “Ora questa sentenza storica – spiega l’avvocato Francesco Ferruli di Martinafranca che ha assistito la famiglia assieme al collega di Ferrara Antonio Boldrini – potrà essere applicata a tanti altri casi analoghi. E’ un segnale di giustizia e sancisce un principio: non a caso ho appena parlato con altri militari che forti di questo pronunciamento, inoltreranno le proprie richieste”.
Raggiante la mamma, Santa Passaniti: “Tutti i nostri sforzi sono stati ripagati da questa sentenza che ha riconosciuto i danni da vaccino, come abbiamo sempre sostenuto: ora la nostra causa potrà aiutare tanti altri, visto che sono statipiù di tremila i militari morti e malati che non hanno mai messo un piede all’estero in missioni militari (dunque non soggetti a radiazioni di armamenti con uranio impoverito, ndr). I soldi? A noi, me, mio marito e mio figlio, non interessa il lato economico, in dieci anni abbiamo speso molto di più per cause, perizie, viaggi e ricerche di ciò che verrà risarcito”.
A novembre il processo penale per il caso Finessi si era concluso davanti al tribunale di Belluno con la condanna a tre anni di Nicola Marchetti, ufficiale medico del 16/o reggimento Alpini di stanza alla caserma Salsa, per falso ideologico e falso materiale commessi da pubblico ufficiale in atti pubblici, per alcune visite mai effettuate sui soldati a lui affidati. In particolare, l’indagine metteva in relazione le mancate visite e un vaccino anti-tifo somministrato due volte a Finessi. Erano stati il quotidiano Repubblica e poi il sitoRepubblica.it per primi ad occuparsi di questi casi. Dall’inchiesta giornalistica scaturirono diverse interrogazioni parlamentari, il cambiamento dei protocolli vaccinali di parte delle forze armate e anche la costituzione di diverse commissioni parlamentari.
DIRITTOeSALUTE informa. www.dirittoesalute.it
venerdì 24 gennaio 2014
Studio finlandese: come il
fisico reagisce alle emozioniIn
“La
paura fa tremare le ginocchia”, “la rabbia fa prudere le mani”, "una
azione disgustosa rivolta lo stomaco”, “un sopruso fa salire il sangue in testa”.
Non si tratta di modi di dire, ma di reazioni fisiche reali che accomunano
tutti.
Uno
studio su 700 soggetti, condotto dall'università finlandese di Aalto, rivela
che le reazioni fisiche provate dagli individui in risposta ai diversi stati
emozionali, sono le stesse per tutti, o quasi.
Gli
scienziati cercano di utilizzare questi risultati per corroborare un modello
secondo cui le emozioni originano dal fisico (alterazioni chimiche originate
dal cervello).
Ma
si potrebbe anche dire che il fisico, e quindi anche il cervello, rispondono
alle sollecitazioni dell'anima che sente, quella parte intangibile di noi che è
influenzata dalle emozioni.
|
|
|
Che
in questi detti non vi sia letteratura spicciola, ma fisica, ce lo dice una
ricerca condotta all'Università di Turku, in Finlandia, che ha sottoposto 700
volontari alla lettura e alla visione di film con l'obiettivo di far sorgere
determinati sentimenti e di annotare poi in quali parti del corpo si sentiva una
variazione delle sensazioni. Incrociando i diversi riscontri, i ricercatori
hanno poi formulato una grafica ben precisa
Secondo
gli studiosi, le reazioni dei volontari sono state indifferenti alla loro
provenienza culturale, facendo registrare in gran parte le stesse sensazioni.
I
ricercatori hanno spiegato alla rivista Proceedings of National Academy of
Sciences che "svelare le sensazioni corporee soggettive connesse con le
emozioni umane può aiutarci a capire meglio i disturbi dell'umore, ai quali –
come da grafica – si attribuisce rispettivamente una generale riduzione delle
sensazioni e una iperattività simile alla paura (in assenza di pericolo reale).
Nota
da tempo la reazione alla rabbia, che attiva, quasi "arma", il petto
e le braccia, predisponendo il soggetto al combattimento.
Differisce
solo parzialmente dalla rabbia la sensazione legata alla paura, che concentra
tutto nella testa e nel petto nell'attesa che giunga il momento in cui decidere
tra combattimento e fuga.
Tra
l'orgoglio che "gonfia" il petto, l'amore che irrora tutto tranne le
ginocchia, la felicità che sprizza energia da ogni poro, l'invidia che logora i
nostri pensieri e la vergogna che accende le guance, le reazioni dei 700 volontari
sembrano descrivere l'esperienza di tutti noi."
giovedì 23 gennaio 2014
giovedì 2 gennaio 2014
Sanità MALATA
Medicina Ufficiale, la grande imputata
Sul tema della critica al sistema sanitario
si sono scritti fiumi d'inchiostro, tanto che si riuscirebbe a fatica a
tenere il conto di tutti i libri finora pubblicati.
Ma evidentemente su un argomento così scottante e ancora drammaticamente
attuale c'è sempre qualcosa da dire se al lungo elenco si è
da poco aggiunto "Il Potere
Occulto dell' Industria della Sanità" di Jesus Garcia
Blanca.
Avevo già letto l' eccellente "Il Tradimento di
Ippocrate" di qualche anno fa scritto da un medico
"pentito", il dr. Domenico
Mastrangelo, che già dal sottotitolo, "La medicina degli
affari", sgombra subito il campo da ogni possibile dubbio sul
contenuto (che non riguarda certo una presunta infedeltà coniugale del celebre
medico di storica memoria).
Ho pensato così, traendo spunto da questi due libri che mi sembra offrano
il panorama più completo sul tema in questione, che questa fosse finalmente l'
occasione per esprimere più compiutamente di quanto abbia fatto
finora idee a me da tempo familiari, confortato dal sapere di essere in buona
compagnia e sempre più numerosa.
E per fare ulteriore chiarezza devo precisare che la crisi del sistema
sanitario di cui si parla non riguarda, come si tende a pensare, solo la sua
disfunzione, quella che viene comunemente definita "malasanità",
termine ormai divenuto tragicamente familiare visto il crescente numero
di "incidenti" che assurgono alla cronaca con frequenza pressoché
quotidiana. Quello della malasanità è, infatti, un problema... nel problema, è
solo uno degli innumerevoli aspetti, un esempio fra i tanti, di una crisi generale
che riguarda una società in totale sfacelo in cui tutto procede
sistematicamente di male in peggio.
In realtà si tratta di qualcosa di molto più profondo e specifico che ha le
sue radici essenzialmente nel materialismo scientifico che domina incontrastato
in tutta la nostra cultura dall' Illuminismo in poi. Quel materialismo che si
riconosce in una visione meccanicistica e ingegneristica della vita e nell'illusione
di poter dominare la natura da parte nostra in virtù di una supposta posizione
antropocentrica. Visione meccanicistica perché frutto dell' analisi,
strumento considerato indispensabile e sufficiente per poter comprendere i
"meccanismi" della natura, che essendo invece sintesi non
si lascia intrappolare nel riduzionismo di aridi schemi astratti che in pratica
si traducono in compartimenti stagni. E' l'analisi che porta
inevitabilmente all’incomprensione dei legami che sottendono il tutto
e quindi alla paralisi.
Per una curiosa coincidenza proprio in questi giorni, mentre stavo ancora
preparando questo post, mi è capitato di leggere un servizio su "Come stai" (uno
dei tanti rotocalchi che trattano di salute e benessere, gennaio 2014, pag. 31)
in cui si parlava di qualcosa che fa molto al caso nostro, un problema che è
divenuto serio a causa di una popolazione sempre più anziana e medicalizzata.
Già, perché con la costante evoluzione delle malattie acute in patologie
croniche e degenerative oggi siamo di fronte ad una situazione senza precedenti
di vero allarme sociale in Italia(ma anche in tanti altri Paesi a modello
occidentale), col 70% degli anziani (intendendo chi ha più di
65 anni) affetti da almeno una malattia cronica, mentre, udite udite, uno su
due prende da 5 a 9 medicinali al giorno
(!!!).
Al che l'autore dell'articolo fa notare che, se, come succedeva più spesso
una volta o in caso di soggetti non troppo avanti con l'età, quando si tratta
di curare una sola malattia di norma si utilizza un solo farmaco ad hoc, quando
il quadro si presenta complesso per una moltitudine di sintomi molto diversi
tra loro, diventa un vero problema dovuto alla necessità di somministrare
troppi farmaci (ognuno per ogni sintomo, ovviamente) che possono oltretutto
innescare imprevedibili quanto pericolose interazioni fra
di loro (se è già accertato, per fare un esempio, che chi assume due o più
medicinali per il controllo del battito cardiaco paradossalmente corre il
rischio di aritmia, figuriamoci chi, oltre a questi, deve prenderne altri per
altri disturbi... ). E' una situazione che si presenta di regola appunto fra
persone di età avanzata, che possono soffrire allo stesso tempo, ad esempio, di
diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, sovrappeso, osteoporosi,
insonnia, depressione, stitichezza, solo per nominare i sintomi più comuni.
Ebbene, questa problematica tragicomica è certamente il miglior esempio dei limiti ormai raggiunti da questa medicina schizofrenica che ha perduto il bandolo della matassa e, non comprendendo il malato nel suo insieme di manifestazioni cliniche, non può fare altro disperatamente che tenere sotto controllo i singoli sintomi, senza ovviamente riuscire a curare alcunché e quindi facendo di ogni paziente un farmaco-dipendente a vita. Il che, come si può immaginare, è funzionale alla logica del sistema.
Ebbene, questa problematica tragicomica è certamente il miglior esempio dei limiti ormai raggiunti da questa medicina schizofrenica che ha perduto il bandolo della matassa e, non comprendendo il malato nel suo insieme di manifestazioni cliniche, non può fare altro disperatamente che tenere sotto controllo i singoli sintomi, senza ovviamente riuscire a curare alcunché e quindi facendo di ogni paziente un farmaco-dipendente a vita. Il che, come si può immaginare, è funzionale alla logica del sistema.
Ed è proprio questa logica l'altra faccia della medaglia, perché il quadro
di quella che si potrebbe definire, con un ironico gioco di parole, "sanità
malata" non sarebbe completo se non considerassimo anche i
valori che sono propri di una concezione prettamente materialistica della vita
e che portano inevitabilmente ad anteporre il profitto, il tornaconto di pochi
alla salute dell'individuo, cioè della società. Ecco dunque il proliferare del
malaffare, della corruzione e delle collusioni tra gruppi di potere e chi
dovrebbe essere in qualche modo il portavoce della scienza.
Su questo punto non mi sembra il caso di
approfondire qui, ma chi volesse scoprire l'inimmaginabile troverebbe nei due
libri più su citati pane per i suoi denti, con informazioni e fatti introvabili
altrove.
E' invece sui presupposti scientifici
che mi interessa soffermarmi (cosa che farò per ovvi motivi nel prossimo post) perché
si dà troppo per scontata l' infallibilità della scienza.
In realtà chi non sia un "addetto
ai lavori" non può nemmeno immaginare le problematiche e le incongruenze
presenti in quello che si considera un metodo (la scienza ortodossa cartesiana
applicata al mondo vivente) indiscutibile nel suo rigore formale, e quindi al
di sopra di ogni sospetto.
Alla prossima puntata dunque.
Alla prossima puntata dunque.
Michele Nardella
Medicina Ufficiale, la grande imputata (seconda parte)
Nella prima parte di
questo discorso avevo evidenziato come il fallimento del sistema sanitario non
sia limitato alla scarsa efficienza dei suoi servizi, ma comprenda
altresì aspetti meno evidenti che si possono riassumere in una disumanizzazione
della pratica medica da parte di un complesso apparato che si serve, dietro
la facciata di una scienza accreditata solo perché fondata su un rigore
formale ineccepibile, di criteri e metodi inadeguati ad una reale risoluzione
dei problemi che è chiamato a gestire, al fine ultimo di mantenere lo status
quo, ossia una condizione endemica di malattie croniche che
affliggono la società, e garantirsi così i massimi profitti nel tempo.
Senza voler sembrare pedante
o filosofico, devo ribadire che si tratta semplicemente di aspetti
diversi della stessa realtà, perché se nulla avviene a caso, e se ogni
epoca e ogni luogo hanno la medicina che gli è propria, questa è per coerenza
la sola medicina che poteva capitarci in questa nostra era che ha visto
l' apoteosi del razionalismo e del materialismo, con tutto ciò che ne deriva.
Del resto come dubitarne, visto l'incredibile sviluppo di tecnologie applicate in medicina? E' soprattutto in campo diagnostico che si è assistito ad un sempre più massiccio utilizzo delle stesse, dato l' assurdo numero di esami clinici, molti dei quali superflui o inutili, che i medici spesso prescrivono al solo scopo di cautelarsi da possibili cause giudiziarie per danni da parte dei loro pazienti (diventate più che mai frequenti) e allo stesso tempo impinguare il baraccone della Sanità.
E' un fenomeno ormai generalizzato che il dr. Mastrangelo non manca di analizzare approfonditamente nel suo già citato "Il Tradimento di Ippocrate" e che nasconde altri aspetti negativi che la dicono lunga sulla reale affidabilità dei criteri diagnostici adottati. La tecnologia che ha gradualmente soppiantato l'antica arte della diagnosi, la semeiotica (che consiste nel saper interpretare i sintomi del paziente esaminato attraverso l' osservazione, la palpazione e l'anamnesi) ha disumanizzato la pratica medica riducendo ai minimi termini il rapporto medico/paziente nell' illusione che maggiori strumenti tecnologici possano fornire più informazioni utili al fine della diagnosi.
Del resto come dubitarne, visto l'incredibile sviluppo di tecnologie applicate in medicina? E' soprattutto in campo diagnostico che si è assistito ad un sempre più massiccio utilizzo delle stesse, dato l' assurdo numero di esami clinici, molti dei quali superflui o inutili, che i medici spesso prescrivono al solo scopo di cautelarsi da possibili cause giudiziarie per danni da parte dei loro pazienti (diventate più che mai frequenti) e allo stesso tempo impinguare il baraccone della Sanità.
E' un fenomeno ormai generalizzato che il dr. Mastrangelo non manca di analizzare approfonditamente nel suo già citato "Il Tradimento di Ippocrate" e che nasconde altri aspetti negativi che la dicono lunga sulla reale affidabilità dei criteri diagnostici adottati. La tecnologia che ha gradualmente soppiantato l'antica arte della diagnosi, la semeiotica (che consiste nel saper interpretare i sintomi del paziente esaminato attraverso l' osservazione, la palpazione e l'anamnesi) ha disumanizzato la pratica medica riducendo ai minimi termini il rapporto medico/paziente nell' illusione che maggiori strumenti tecnologici possano fornire più informazioni utili al fine della diagnosi.
In realtà è doveroso far notare che
quello che sembra un vantaggio è inficiato da due premesse fondamentali errate,
e cioè:
· 1°: che sia possibile formulare
una corretta diagnosi dai dati a disposizione senza preoccuparsi più di tanto del loro contesto
· 2°: dare per scontato cosa
si intende per "normale" e per "patologico".
Nel primo caso i tanti dati che la
moderna tecnologia può fornire possono addirittura confondere più facilmente il
medico, la cui formazione accademica non gli fornisce quella visione d'insieme
e quegli strumenti necessari ad una loro corretta interpretazione,
considerato anche che all'aumentare del numero delle analisi corrisponde
statisticamente una maggiore probabilità che qualcuna fornisca dati alterati
(rispetto a determinati standard) senza tuttavia rivestire una valenza
patologica.
E per spiegarmi meglio vengo subito al
secondo punto:
Per la medicina "scientifica"
che, basandosi esclusivamente su analisi e astrazioni, è portata ad omologare
tutto, il concetto di normalità è di solito un dato statistico, svincolato però
da qualsiasi significato fisiologico. Un soggetto, ad esempio, può avere la
pressione al di sotto o al di sopra dei valori fisiologici medi per la
popolazione di appartenenza, che tuttavia per la sua costituzione può
risultare appropriata, mentre per un altro di ben diversa costituzione un
valore che rientri nella normalità statistica può avere un significato del
tutto diverso e rivelare una condizione anomala. Le conseguenze per quanto riguarda
l'intervento medico sono ovviamente facilmente immaginabili.
E' significativo che la sempre più evidente incompatibilità tra la tendenza all' omologazione e l'esigenza di rispettare l'individualità del paziente ha fatto sì che persino nell' ambito della medicina "ortodossa" si sentisse l'esigenza di introdurre nel campo della ricerca due nuove branche, la farmacogenetica e lafarmacogenomica, che studiano come la risposta alla somministrazione dei vari farmaci possa variare a seconda delle caratteristiche personali del soggetto considerato.
E' significativo che la sempre più evidente incompatibilità tra la tendenza all' omologazione e l'esigenza di rispettare l'individualità del paziente ha fatto sì che persino nell' ambito della medicina "ortodossa" si sentisse l'esigenza di introdurre nel campo della ricerca due nuove branche, la farmacogenetica e lafarmacogenomica, che studiano come la risposta alla somministrazione dei vari farmaci possa variare a seconda delle caratteristiche personali del soggetto considerato.
Come si può capire, la medicina
moderna arriva solo oggi a scoprire ciò che si sa fin dall'antichità,
riconoscendo implicitamente e formalizzando quei concetti propri a tutte le
medicine etichettate come "alternative" (omeopatia in testa).
Già, come se la sola medicina possibile, l'unica degna di tale nome fosse quella che si insegna nelle nostre università e tutte le altre, vecchie magari di millenni, fossero retaggio di antiche superstizioni. E, in effetti, l'arroganza di chi la rappresenta ha sempre fatto di tutto per farcelo credere, screditando sistematicamente tutto ciò che non rientra negli angusti limiti del suo paradigma.
E' l'atteggiamento tipico (non più sostenibile, ma che fa evidentemente comodo) dello scientismo che, stigmatizzando le medicine alternative come "non scientifiche", contraddice proprio quei principi che vorrebbe difendere. I postulati del cosiddetto metodo scientifico cartesiano, su cui si fonda la medicina ufficiale, sono stati infatti invalidati dalla fisica quantistica, che ne ha dimostrato tutti i limiti, come ha spiegato dettagliatamente il noto fisico nucleare Fritjof Capra nei suoi saggi di filosofia della scienza (ormai dei classici tradotti in molte lingue), sottolineandone tutte le importanti implicazioni pratiche in tutti i campi culturali (concetto del resto ripreso e sostenuto con vigore da altri prestigiosi scienziati, come Gregg Braden eBruce Lipton).
Perciò chiunque voglia rivendicare una presunta superiorità intellettuale della medicina moderna rispetto alle altre "non scientifiche" paradossalmente dimostra per primo di non essere "scientifico".
C'è da precisare poi che i più grandi scienziati della storia erano anche filosofi, a cominciare da Cartesio, ma anche Pitagora, Leonardo, Galileo, Newton e perfino Einstein. Non è infatti possibile separare nettamente la scienza dalla filosofia, perché qualsiasi linea di pensiero si sviluppa sempre da determinati presupposti che sono sempre di natura filosofica. Come dimostra del resto lo stesso metodo scientifico moderno, che deve le sue origini proprio alla filosofia cartesiana.
A tutto questo bisogna aggiungere che non tutto ciò che risulta dimostrato secondo i criteri universalmente accettati come scientifici viene poi riconosciuto a livello ufficiale o lo si tiene in pratica nella dovuta considerazione. Succede spesso quando si tratta di concetti rivoluzionari o che vanno contro gli interessi del sistema e il dr. Mastrangelo ce ne fornisce diversi esempi, come quello davvero eclatante del dr. Peter Duesberg, virologo n.1 al mondo noto come il maggiore dissidente della teoria ufficiale sull' AIDS e per questo emarginato e screditato pubblicamente dalla comunità scientifica.
Non posso dilungarmi oltre per ovvi motivi, posso solo rimandare ai due
libri già citati nel precedente post (che sviluppano e aggiungono molto altro a
quanto io ho solo accennato), sottolineando quelle che a me sembrano di primo
acchito le principali differenze tra quello di Mastrangelo, "Il Tradimento di
Ippocrate" e "Il Potere
Occulto dell' Industria della Sanità" di recente
pubblicazione.
Entrambi molto completi ed estremamente interessanti, il primo si concentra
di più ad analizzare e criticare gli aspetti scientifici e i fondamenti della
pratica medica, dissacrando il mito dell'infallibilità della scienza
medica, soffermandosi ad esempio a considerare le gravi conseguenze
presenti e future del dissennato uso degli antibiotici, come pure condannando
la chemioterapia nella cura dei tumori, essendo del tutto evidente la sua
tossicità.
Il secondo invece è incentrato più sugli aspetti politico-istituzionali,
specificando dettagliatamente le trame internazionali tra
multinazionali-istituzioni-organizzazioni non governative-media, come si controlla
la ricerca, le pubblicazioni specialistiche e la diffusione d’informazioni
scientifiche sui media.
Voglio ricordare che anch'io nel mio piccolo ho scritto qualcosa nei miei due articoli su Big Pharma.
Non potrei chiudere questo post senza ricordare i due pionieri della critica al sistema sanitario: il dr. Robert Mendelsohn, e Ivan Illich.
Voglio ricordare che anch'io nel mio piccolo ho scritto qualcosa nei miei due articoli su Big Pharma.
Non potrei chiudere questo post senza ricordare i due pionieri della critica al sistema sanitario: il dr. Robert Mendelsohn, e Ivan Illich.
Il primo è stato un pediatra americano plurititolato, autore di libri di
successo noto per le sue feroci critiche, nonché per il suo spiccato umorismo
che spesso e volentieri assumeva toni sarcastici nelle sue invettive
contro la Medicina Ufficiale. Come quando in una conferenza del 1979 paragonava:
la medicina moderna a una Religione che, come ogni religione che
si rispetti, ha i suoi dogmi,
il sistema sanitario a una Chiesa che si allea con lo Stato per
imporre i suoi sacramenti (=vaccinazioni), che conduce la Santa
Inquisizione contro gli eretici (=medicine alternative) e lava il peccato
originale col battesimo (=obbligo di instillare
gocce di pericoloso nitrato d'argento negli occhi di tutti i neonati, dando per
scontato che ogni madre abbia la gonorrea.
Ricordo anche un' intervista in cui l' autore di "Confessions of a
Medical Heretic" (il suo best-seller) si mostrava particolarmente
esplicito nell' invitare i medici a cambiare mestiere (dichiarazione che
appoggio senza riserve).
Concludo con una massima di Ivan
Illich, scrittore, storico, pedagogista e filosofo austriaco, che riassume
tutto quanto è stato detto qui (lui però l' aveva già capito negli anni '70):
"La
medicina moderna è la negazione della salute.
Essa non è
organizzata per servire la salute dell'uomo, ma soltanto se stessa come
istituzione.
Essa fa
ammalare più gente di quanta ne curi."
Michele Nardella
Iscriviti a:
Post (Atom)










